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Ddl concorrenza: pubblicati gli emendamenti, in aula a fine mese

16/09/2016 00:12:25
Sono più di settanta gli emendamenti al ddl concorrenza che puntano all’articolo (era il 48, ora è il 58) su capitale e titolarità delle farmacie. E’ il conteggio che emerge da una prima lettura del fascicolo con le oltre 700 proposte di modifica al disegno di legge presentate in Senato entro il termine di lunedì scorso. Serviranno analisi più minuziose, ma basta una veloce ricognizione per capire subito che la gran parte degli emendamenti è la semplice riproposizione di interventi già bocciati nelle precedenti tappe dell’iter parlamentare. Alcuni esempi? Quattro emendamenti ripropongono l’iscrizione obbligatoria delle società di capitale (che detengono la proprietà di farmacie) in un elenco speciale affidato alla cura degli Ordini dei farmacisti; nove cercano di riservare ai soci farmacisti la preponderanza delle quote societarie o dei voti nei consigli di amministrazione (secondo rapporti di varie grandezze: due terzi, tre quinti e così via) e un’altra limita al 49% la partecipazione dei soci di capitale; sedici propongono modifiche o integrazioni al tetto regionale del 20% sulle catene, con varie formule anche combinate (tetti al 5, 10 o 15%, ripetuti sui tre livelli comunale, regionale o nazionale, paletti numerici aggiuntivi a mo’ di doppia chiave eccetera). E ancora: un emendamento ripropone il contributo Enpaf del 2% sul fatturato a carico delle società di capitale; tre avanzano modiche o integrazioni al comma sulle incompatibilità (distributori, prescrittori eccetera); due propongono interventi sulla Pianta organica (abbassamento del quorum a duemila abitanti oppure eliminazione totale dello strumento, eccezion fatta per la distanza a 200 metri).

Non poteva ovviamente mancare l’ennesima raffica di emendamenti sulla fascia C: se ne contano sei tra le proposte di modifica all’articolo 58, più altre quattro che mirano a introdurre un nuovo articolo (numerato 58bis) dedicato espressamente alla deregulation dei farmaci con ricetta. Sempre in tema di esercizi di vicinato, poi, c’è la proposta che mira a “sdoganare” la parafarmacia dei servizi, forse per sventare il ricorso annunciato a luglio dal Governo contro la legge regionale piemontese che autorizzava le autoanalisi in tali negozi. E a proposito di parallel trade, c’è l’emendamento che mette nero su bianco l’obbligo della separazione tra attività di distribuzione e di vendita al pubblico per i farmacisti che sono contemporaneamente titolari e grossisti.

Intanto, chiusa ieri a Palazzo Madama la prima settimana di lavoro, acquista maggiore nitidezza la tempistica del ddl concorrenza: «Ieri è stato licenziato il ddl editoria» spiega a Filodiretto Luigi Marino (Ap), relatore del testo assieme a Salvatore Tomaselli (Pd) «e abbiamo subito iniziato a lavorare sul disegno di legge per il riordino giudiziario: il testo è complesso e prenderà tutta la prossima settimana, quindi il ddl concorrenza dovrebbe entrare in aula dalla settimana successiva (l’ultima di settembre, ndr); prima in scaletta c’è la proposta legislativa sul cinema, ma l’esame sarà molto veloce». Negli ambienti di Governo, infine, resterebbe al momento confermata l’intenzione di non porre sul testo la fiducia. (AS)

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