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Parallel trade,le istruzioni alle Federfarma locali per la “tolleranza zero”

05/07/2013 10:30:45
Per cominciare va controllato che la farmacia disponga dell’autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso. Poi c’è da verificare la presenza di locali, installazioni e attrezzature idonee, così come la disponibilità di mezzi di trasporto coibentati, per assicurare la corretta conservazione dei farmaci e il recapito entro le 12 ore. Quindi il personale, che dev’essere in numero adeguato, formato secondo le regole e diretto da un responsabile laureato in farmacia, chimica o Ctf. E per chiudere le disponibilità: dev’esserci almeno il 90% dei medicinali autorizzati e rimborsati dal Ssn, degli omeopatici e dei generici. E vanno garantiti i medicinali di cui alla tabella 2 della Farmacopea ufficiale, nella quale rientrano anche gli stupefacenti.
Eccole le istruzioni che Federfarma ha diramato oggi alle rappresentanze territoriali nell’ambito dell’operazione “tolleranza zero”, la campagna di dissuasione verso le farmacie che fanno parallel trade senza le carte in regola. Le indicazioni ricalcano quanto già condiviso dall’assemblea generale del sindacato di giovedì scorso: in quelle Regioni dove le autorizzazioni alla distribuzione all’ingrosso dei medicinali sono sottoposte alla valutazione di commissioni in cui siedono delegati territoriali di Federfarma, questi ultimi dovranno «verificare con severità e rigore il possesso dei requisiti richiesti dalle norme vigenti, sia alla presentazione della richiesta sia alle successive verifiche periodiche»; nelle Regioni in cui, invece, le commissioni sono prive di rappresentanti del sindacato, le Federfarma territoriali dovranno farsi parte attiva nei confronti dell’amministrazione per ottenere «maggiore severità» nelle valutazioni «e, in prospettiva, ottenere l’inserimento di un farmacista in tali gruppi di lavoro.
Ma quali sono i requisiti che le rappresentanze territoriali dovranno mettere sotto la lente per misurare la reale propensione dei titolari a fare distribuzione intermedia anziché semplice esportazione parallela? In risposta Federfarma ha predisposto un sintetico prospetto degli adempimenti che il d.lgs 219/2006 pone a carico dei grossisti.

1. Per ottenere l’autorizzazione è necessario disporre di: locali idonei (tenuto conto dei quantitativi in deposito e delle diverse temperature di conservazione); installazioni idonee; attrezzature tali da garantire una buona conservazione e una buona distribuzione dei medicinali; adeguato personale (ossia adeguatamente addestrato mantenendo documentazione di tale addestramento); una persona responsabile laureata in farmacia, o chimica o Cft che non abbia riportato condanne penali per reati contro il patrimonio o connessi al commercio di medicinali.

2. Il titolare dell’autorizzazione deve: fornire medicinali solo a persone, società o enti che possiedono l’autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso o sono autorizzati ad altro titolo ad approvvigionarsene; documentare per ogni operazione di entrata e uscita data, denominazione del medicinale, quantitativo ricevuto o fornito, numero di lotto per ogni operazione di entrata; assolvere tutti gli adempimenti connessi al sistema di tracciatura dei medicinali di cui al Dm 15 luglio 2004; avvalersi, in fase di approvvigionamento e di distribuzione, di mezzi idonei (coibentati) a garantire la corretta conservazione dei farmaci durante il trasporto, nell’osservanza delle norme tecniche eventualmente adottate dal Ministero della Salute; rispettare i principi e le linee guida in materia di buona pratica di distribuzione dei medicinali di cui al Decreto del Ministero della Sanità 6 luglio 1999.

3. Il distributore deve detenere almeno: i medicinali di cui alla Tabella 2 della Farmacopea Ufficiale (tra i quali rientrano anche gli stupefacenti); il 90% dei medicinali in possesso di Aic (tranne quelli non rimborsati); il 90 % dei medicinali omeopatici autorizzati ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs 219/06; il 90% dei medicinali generici; fornire alle farmacie, anche ospedaliere o agli altri soggetti autorizzati a fornire al pubblico i medicinali, i medicinali di cui il grossista è provvisto con la massima sollecitudine e, comunque, entro le 12 ore lavorative successive alla richiesta

Ma la strategia dissuasiva di Federfarma non si ferma soltanto alla “tolleranza zero”. Nei giorni scorsi, infatti, il sindacato ha anche ottenuto dal ministero della Salute l’impegno a prendere in esame il problema delle carenze e la causalità del parallel trade, per valutare gli spazi di intervento e le misure eventualmente adottabili. «La farmacia» ricorda il sindacato nella circolare che accompagna le istruzioni alle Federfarma locali «sta cercando di riappropriarsi della dispensazione di tutte le tipologie di medicinali. Va impedito che il fenomeno delle carenze possa mettere in crisi proprio ora il rapporto tra cittadino e farmacista». (AS)

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