Edicola

26/05/2020

Lopalco: «Regioni a rischio, viaggi solo dopo la verità sui numeri»

Il Messaggero, 26/05/2020
Lucilla Vazza
“Bisogna ragionare in termini statistici sull'intensità della circolazione del virus nelle varie zone” spiega Pier Luigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force della Puglia. “Tra cento ragazzi che fanno l'aperitivo in una zona dove la diffusione virale è bassa, come la Sardegna, è più improbabile che ci sia un portatore asintomatico, diverso ai Navigli di Milano, dove questa probabilità è decisamente più alta. Se le catene di trasmissioni partono tra i giovani sono subdole perché l'infezione è generalmente poco sintomatica, quindi sarà palese quando ci saranno dei casi sintomatici evidenti, magari tra le persone più adulte. Ci vorranno almeno due-tre periodi di incubazione, dunque non prima di un mese”.
26/05/2020

Arcuri: "Il virus può tornare: siamo partiti in guerra senz’armi"

Il Fatto Quotidiano, 26/05/2020
Fabrizio d'Esposito
“Oggi abbiamo un'industria nazionale delle mascherine con ordini che già raggiungono un miliardo e mezzo di pezzi” afferma il commissario straordinario Domenico Arcuri. “E a settembre avremo solo mascherine italiane: 140 aziende si stanno riconvertendo, noi stiamo realizzando 51 macchine di proprietà pubblica, di cui 8 saranno messe nelle carceri”.
26/05/2020

Diagnosi e cure sono meglio in digitale Dagli algoritmi alle app, la Sanità in arrivo

La Stampa Inserto, 26/05/2020
Marco Pivato
Un sistema di rilevamento precoce del cancro al seno attraverso l'imaging e l'Intelligenza Artificiale per migliorare le valutazioni dei radiologi e la precisione diagnostica. Un dispositivo che analizza una goccia di sangue e trasmette i dati allo smartphone, condividendoli in tempo reale con il medico. Una piattaforma che analizza i dati relativi a 26 parametri di inquinamento indoor, nei luoghi di lavoro, studio, cura e svago, per rilevare i rischi ambientali. Sono alcune delle idee in gara alla quarta edizione di Bio-Upper, piattaforma italiana dedicata all'accelerazione dell'innovazione nelle scienze della vita: sono state selezionate 10 aziende su 117 candidate. I migliori progetti saranno portati sul mercato.
25/05/2020

Coronavirus: da lunedì via ai test sierologici per 150mila su base volontaria

La Stampa.it, 25/05/2020
Parte oggi, lunedì 25 maggio, l’indagine epidemiologica su scala nazionale attraverso test sierologici somministrati a un campione di 150mila persone distribuite in duemila comuni italiani.
L'indagine è promossa dal ministero della Salute e dall’Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana che con i suoi volontari raggiungerà le persone scelte per la campionatura. L'adesione è volontaria e i test sono gratuiti. Per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di aderire, su tutte le reti Rai andrà in onda uno spot dedicato all'indagine e nelle farmacie saranno affisse locandine grazie alla collaborazione di Federfarma e Fofi.
25/05/2020

Pochi tamponi in Italia Ecco qual è l’ostacolo

Corriere della Sera, 25/05/2020
Milena Gabanelli, Simona Ravizza
Nonostante gli oltre tre milioni di analisi molecolari, nelle Regioni dove il virus è più diffuso il loro numero non è sufficiente: ci sono ex contagiati in attesa da quasi un mese per poter fare il tampone definitivo che consenta loro di tornare a lavorare. Il problema sta nelle macchine che processano i tamponi. Quelle più diffuse al Nord sono a sistema chiuso: si carica il bastoncino, ed esce l'esito. Sono macchine completamente automatizzate e richiedono una bassissima manualità. Lo svantaggio è che si può utilizzare soltanto il reagente specifico per ogni tipo di analisi, che deve essere della stessa marca della macchina. Possono processare fino a 800/1.000 tamponi al giorno, se lavorano 24 ore. L'alternativa sono le macchine a sistema aperto, che sono composte da più pezzi. Hanno il vantaggio di poter usare un reagente generico, che è meno difficile da trovare e può essere adattato in casa per lo scopo che serve. Richiedono un maggiore intervento umano, ma non vincolano a un unico produttore e arrivano a processare fino a 1.800 tamponi al giorno.
24/05/2020

Un virus insinuato tra pieghe di solitudine

Il Sole 24 Ore, 24/05/2020
Stefano Bartolini Francesco Sarracino
Questa pandemia ha fatto emergere le fragilità specifiche delle varie società. Mentre la vulnerabilità delle società americana e britannica riguarda l'emarginazione etnica ed economica, quella italiana riguarda la condizione critica della terza età. Il paragone col Giappone, una società ancora più anziana di quella italiana, fornisce indicazioni interessanti su come prendersi cura dell'età avanzata. Il coronavirus in Giappone ha ucciso "solo" qualche centinaio di persone tra gli anziani. Questo non è sorprendente. In confronto al terribile spettacolo degli anziani con sedia a rotelle, problemi mentali e badante che si vedono nelle città italiane, la gran quantità di persone vecchissime e autonome che camminano per le strade delle città giapponesi colpisce immediatamente ogni viaggiatore europeo. I risultati ottenuti da questo paese quanto a longevità e salute degli anziani sono basati su politiche che li coinvolgono in attività sociali, fisiche e mentali.
24/05/2020

I medici legali: «Fateci fare le autopsie»

Il Giornale, 24/05/2020
PaTa
Le autopsie, a chi muore di Covid-19, generalmente non si fanno, almeno in Italia. Tranne in rari casi, quando viene ordinato dai magistrati o dalle direzioni sanitarie. Questo perché c'è una circolare del ministero della Salute che sconsiglia gli esami post-mortem per timore di eventuali contagi tra i medici. Ma poiché quei pochi esami autoptici che sono stati fatti hanno dato risultati importanti, facendo capire che molti pazienti erano deceduti a causa di trombosi e non per la polmonite, adesso un gruppo di scienziati spinge per far annullare la circolare ministeriale.
23/05/2020

Ranieri Guerra - «Risultati incoraggianti ma ora non molliamo Meglio vacanze in Italia più etiche e sicure»

Corriere della Sera, 23/05/2020
Margherita De Bac
“Il sistema di monitoraggio funziona e trasmette un quadro incoraggiante, a parte qualche variabilità che però non preoccupa ed era comunque prevista”. Lo afferma Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità. “Anche il riscontro negli ospedali è positivo, ce lo dicono gli indicatori sul numero di posti letto occupati”, i dati, spiega Guerra, “fotografano l'Italia di 15 giorni fa perché sono dati che hanno bisogno di questo tempo per essere raccolti e organizzati, quindi abbracciano anche l'iniziale fase di riaperture. Se ci fosse stato qualche segnale di rialzo dei casi legato alla fase 2 avremmo già dovuto vederlo grazie a questo sistema di monitoraggio molto articolato e sensibile. Le Regioni hanno imparato a comunicare i dati con rigore. Non si può scherzare, dunque non è neppure lontanamente immaginabile che tendano a minimizzare il rischio. Sanno a cosa si andrebbe incontro.”
22/05/2020

Stesso livello di contagio Così a partire dal 3 giugno ci si muoverà tra le regioni

Corriere della Sera, 22/05/2020
Fiorenza Sarzanini
A giugno ci si potrà spostare da una Regione all’altra, ma solo se i parametri relativi al livello di contagio lo permetteranno. A partire dal 29 maggio, e successivamente ogni venerdì, saranno valutate le tabelle del livello di rischio di ciascuna Regione, per decidere quali saranno “aperte” e quali “chiuse”. In particolare, le Regioni dovranno rendere noto I'Rt (il tasso di contagiosità che ha sostituito l’Ro), il numero dei tamponi effettuati e una serie di dati relativi alla tenuta del sistema sanitario, con un'attenzione particolare alle terapie intensive. Incrociando queste informazioni si arriva al livello di rischio che può essere «basso», «moderato» o «alto». Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha ribadito che spetta alle Regioni tenere sotto controllo la situazione e comunicare eventuali allarmi “proprio per poter intervenire tempestivamente”. Ha inoltre sottolineato che “se dovessero esserci alcune regioni ad alto rischio, lo si saprà qualche giorno prima. Prima di aprire, se qualcuna dovesse essere a livello alto non apre”.
22/05/2020

Caldo e distanza: così si vince il virus

Avvenire, 22/05/2020
Paolo Viana
Uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori di Baltimora, Trieste e Roma segnala “una forte correlazione inversa, statisticamente significativa, tra le alte temperature mensili medie con il numero di decessi”. Più giornate calde ci sono, più il Covid-19 si indebolisce. E meno uccide. “I nostri dati – dicono i ricercatori - indicano che le misure di allontanamento sociale hanno maggiore successo in presenza di una temperatura media giornaliera più elevata nel ridurre il tasso di mortalità correlato a Covid19 e un alto livello di densità di popolazione sembra avere un impatto negativo sull'effetto delle misure di blocco”.
22/05/2020

Allarme Inps: i morti sono 20.000 in più di quelli ufficiali

La Repubblica, 22/05/2020
Michele Bocci
Nei mesi di marzo ed aprile quasi 20mila decessi in più andrebbero attribuiti al coronavirus. Lo sostiene una ricerca dell'Inps, che si basa sulla mortalità degli anni scorsi per vedere quanto è più alta quella del 2020. l'Inps ritiene che "la quantificazione dei decessi per coronavirus, condotta utilizzando il numero di pazienti deceduti positivi fornito su base giornaliera dal dipartimento della Protezione civile è considerata poco attendibile, in quanto influenzata non solo dalla modalità di classificazione della causa di morte, ma anche dall'esecuzione di un test di positività al virus". La ricerca sottolinea come le rilevazioni di regioni e Protezione civile non tengano conto dei decessi avvenuti a domicilio.
21/05/2020

Conte: stop alla movida o i contagi risaliranno Mobilitate le questure

La Repubblica, 21/05/2020
Michele Bocci
“Non è finita, chiariamolo, non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale”. Il premier Giuseppe Conte mette in guardia gli italiani, soprattutto chi in questi giorni si è buttato a fare l'aperitivo o comunque è rimasto fuori con gli amici a lungo a festeggiare quel po' di libertà riacquistata. “Abbiamo tolto l'autocertificazione perché la curva era sotto controllo, ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione”. A preoccupare sono soprattutto i giovani tra i 15 e 30 anni, che adottano comportamenti poco rigorosi. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha inviato una circolare a tutti i questori italiani nella quali li invita anche ad assicurare "il rispetto del divieto di assembramento e di aggregazioni di persone e l'osservanza delle misure di distanzia mento sociale".
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