Edicola

16/01/2019

La mossa di Microsoft, accordo anti Amazon con Walgreens Boots

Corriere della Sera, 16/01/2019
Giuliana Ferraino
Dopo Amazon, anche Microsoft punta al business della sanità alleandosi con Walgreens Boots, il gruppo guidato dall'italiano Stefano Pessina. Le due società hanno stretto un accordo della durata di 7 anni per sviluppare nuovi modelli e offrire soluzioni per la salute migliori e a costi più bassi. “Lavoreremo insieme a Microsoft per raccogliere le informazioni che esistono tra payors e fornitori di cure sanitarie e sfruttare nell'interesse dei pazienti e con il loro consenso, il nostro formidabile network di punti vendita accessibili per generare innovazione, valore e migliori risultati per i sistemi sanitari in tutto il mondo” afferma Pessina.
16/01/2019

Dai farmacisti ai conducenti, passo indietro sulle liberalizzazioni

Corriere della Sera, 16/01/2019
Claudia Voltattorni
L’ipotesi di riservare a farmacisti iscritti all’Albo il 51% della compagine sociale delle farmacie e di sciogliere le società che non rispettano tale requisito, secondo l’articolo, preoccupa “i grandi investitori, soprattutto stranieri, che negli anni hanno rilevato e aperto decine e decine di farmacie in tutta Italia e ora si troverebbero costretti a rivedere i loro investimenti”.
15/01/2019

«Boom» economico, Di Maio punta su banda larga e venture capital

Il Sole 24 Ore, 15/01/2019
Manuela Perrone
Banda larga e venture capital, blockchain e intelligenza artificiale. Saranno questi i temi al centro della “rivoluzione digitale” alla quale sta lavorando il governo, come annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Si tratta di “una priorità assoluta” perché “tirare fuori l'Italia dalle secche che la condannano agli ultimi posti delle classifiche sulla digitalizzazione significa assicurarle la crescita di cui ha bisogno”.
15/01/2019

Non solo immunoterapia. Boom di studi nel mondo, ma il cancro si sconfiggerà con tanti approcci diversi

La Stampa, 15/01/2019
Paolo Comoglio
“La ricerca sul cancro ha permesso enormi progressi nella terapia della malattia, ma la soluzione del problema è ancora incompleta e la malattia talora progredisce, si ripresenta e si diffonde (metastasi). Il giro di boa nel trattamento è avvenuto quando abbiamo smesso di pensare al cancro come alla malattia dell'organo in cui si sviluppa e abbiamo individuato i (relativamente pochi) geni responsabili: gli oncogeni cosiddetti drivers. Da qualche anno sappiamo che lo stesso gene «driver» può sostenere la crescita del cancro in organi diversi e - di conseguenza - che il cancro di uno stesso organo può essere sostenuto da «drivers» diversi. Da questa fondamentale scoperta è nata una nuova scienza, la «medicina di precisione», che si sforza di identificare la lesione genetica che sostiene la malattia in ciascun paziente e indica il «bersaglio» per un farmaco «mirato», ove già disponibile”. Contemporaneamente “per un numero crescente di oncogeni si sono sviluppati farmaci specifica di provata efficacia. Le evidenze scientifiche, se comprese, implicano che il farmaco miracoloso che cura tutti i tipi di cancro sia un'illusione. Ovviamente, infatti, ogni farmaco mirato sarà efficace solo nel paziente dove il gene bersaglio è coinvolto nella malattia”.
14/01/2019

Il grande flop della rivoluzione digitale

Quotidiano Nazionale, 14/01/2019
Antonio Troise
Per il periodo  2014 - 2020 l'Europa ha messo a disposizione dell'Italia un fondo di 1,65 miliardi di euro per digitalizzare la pubblica amministrazione. Siamo riusciti a spendere, fino all'anno scorso, poco più di 50 milioni e a programmarne 150. Rischiamo, addirittura, di perdere il finanziamento. Il processo di digitalizzazione nel nostro paese è lento e in ritardo su più fronti: non è mai partita l'Anagrafe nazionale unica; il processo telematico sconta tutti i ritardi della giustizia; la fattura elettronica, solo dal primo gennaio, è stata estesa anche alle transazioni private dopo anni di rinvii. Altra grande rivoluzione doveva essere l’Identità digitale: un'unica chiave di accesso digitale ai servizi e alla burocrazia. Ma nel 2018 gli italiani in possesso di queste identità virtuali erano solo 3,5 milioni.
13/01/2019

Tria: «Ci sono state divergenze. Ma controlleremo il deficit»

Corriere della Sera, 13/01/2019
Federico Fubini
Secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria il problema del confronto Italia-Ue “per ora, è risolto. Ovviamente in futuro c'è il tema del debito e della crescita con cui si aggiusta l'economia. Quando ci si avvia per questa strada, bisogna sapere che i problemi non sono mai risolti: non per l'Italia, non per la Francia e per i vari Paesi”. Tria si augura che in futuro le regole possano essere cambiate: “Non per fare finanza allegra, ma perché credo che il fiscal compact sia sbagliato” in quanto “fu approvato in un momento molto particolare. Sono regole rigide che non permettono di affrontare bene il ciclo economico. Credo che vadano cambiate nell'interesse sia della crescita, sia della stabilità finanziaria e sociale”.
12/01/2019

Breve storia dell’igiene dalla trascuratezza all’eccesso

La Repubblica, 12/01/2019
Marco Belpoliti
L'ossessione di lavarsi le mani ha lasciato il posto al getto di liquido igienizzante che combatte batteri, virus e altri agenti patogeni diffusi ovunque. Ci sono vari motivi per cui oggi la sindrome ossessiva della pulizia è cosi diffusa. Primo: il timore delle malattie da contagio è aumentato. Il contagio non è solo un fatto sanitario ma prima di tutto psicologico, legato alla presenza degli stranieri. Secondo aspetto: la salute è diventata la vera ossessione degli adulti. Terzo: il mondo dei batteri e dei virus resta sconosciuto ai più per la sua invisibilità. In una società ad alta visibilità come la nostra, tutto ciò che sfugge alla rappresentabilità fa paura.
11/01/2019

Grillo, la svolta che fa infuriare i no vax

La Repubblica , 11/01/2019
Michele Bocci
Roberto Burioni - ordinario di microbiologia e virologia del San Raffaele e simbolo dei pro-vax - e Stefano Silvestri - immunologo da tempo consulente del Movimento 5 Stelle sul tema e docente alla Emory University di Atlanta negli Usa - hanno proposto ai politici un "Patto trasversale per la scienza". Nel documento si chiede di sostenere la scienza "come valore universale di progresso dell'umanità che non ha alcun colore politico". E, al punto due, è scritto che le forze politiche si impegnano a non sostenere o tollerare "forme di pseudoscienza e pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell'Aids, l'anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche". Il documento è stato firmato da Matteo Renzi e, a sorpresa, da Beppe Grillo, che in passato aveva assunto clamorose posizioni no-vax e antiscientifiche. 
11/01/2019

Per i convegni medici serve una cura. Ma non a pagamento

Il Venerdì di Repubblica , 11/01/2019
Michele Bocci
“La trattativa con le aziende farmaceutiche, il finanziamento, l'utilizzo delle entrate delle sponsorizzazioni per fini che niente hanno a che fare con l'appuntamento scientifico per il quale sono state chieste”. Questa la trama che emerge dalle carte di un'inchiesta che “a inizio ottobre ha ricostruito la storia dei rapporti tra Big Pharma e un pezzo di servizio sanitario pubblico emiliano in occasione di un congresso. Il cuore dell'indagine è il reparto di uno dei guru dell'oncoematologia”.
10/01/2019

Aiuti e quel bacio storico per vincere la paura dell’Aids

Corriere della Sera, 10/01/2019
Fabrizio Caccia
È morto ieri a Roma l'immunologo Fernando Aiuti, 83 anni, pioniere della ricerca e della lotta all'Aids. Nel 1991 baciò in pubblico Rosaria lardino, sieropositiva, per dimostrare che l'Hiv non si può contrarre con un bacio. “Fu la più efficace campagna di comunicazione sull'Hiv mai fatta in Italia. E a costo zero” ricorda Rosaria Iardino. “All'epoca continuavano a uscire sui giornali cose false, tipo che l'Aids si poteva contrarre anche con un bacio. C'era un clima da caccia alle streghe. Pazienti trattati come appestati”. Grandi passi in avanti sono stati fatti nella terapia, mentre la prevenzione sembra procedere a rilento, ancora oggi ci sono adolescenti sedicenni che s'infettano. “La guerra” afferma Iardino “non è finita: la consapevolezza è la prima arma contro la malattia. Ma i test ai minori, tra i 16 e i 18, senza il consenso dei genitori sono ancora un tabù. In Italia puoi abortire ma non puoi fare il test Hiv”.
10/01/2019

Diplomi da infermiere venduti per 1200 euro

La Stampa, 10/01/2019
Stefano Giantin
Per diventare infermiere occorre studiare e ottenere il diploma rilasciato da una scuola tecnica secondaria per le professioni sanitarie. Ma i furbetti possono trovare una scorciatoia, pagando poco più di 1.200 euro. È quanto sta accadendo in Bosnia, come denuncia un'inchiesta del portale ‘Zumai’, che ha inviato una giornalista in incognito, con telecamera nascosta, presso una scuola privata di Sanski Most, nel nordovest del Paese. Fingendosi una studentessa, la giornalista fa domanda all'istituto poco prima di Natale e, già il 3 gennaio, ha in mano il certificato che consente di esercitare la professione infermiere. Titolo che, sottolinea il portale ‘Zumai’, è riconosciuto in tutta la Bosnia e nell'Ue. E la questione è ancor più preoccupante considerando i numeri crescenti dell'emigrazione dai Balcani verso gli altri paesi Ue.
10/01/2019

2019, sei sfide per la nostra salute

Avvenire, 10/01/2019
Walter Ricciardi
Salvaguardare il Sistema Sanitario Nazionale; rafforzare la cultura dei vaccini; promuovere stili di vita salutari. Sono alcune delle sfide che, secondo il medico e scienziato Walter Ricciardi, istituzioni e cittadini dovranno affrontare per tutelare la salute della collettività. Importanti novità sono poi attese dagli sviluppi della sanità digitale e della medicina personalizzata, così come della terapia genica. Infine, anche nel 2019 occorrerà tenere alta l’attenzione contro le fake news, in primo luogo verificando sempre l’attendibilità delle fonti che diffondono notizie di carattere sanitario.
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