Edicola

04/03/2020

Mantovani: “L’Italia ha gli scienziati per battere il virus. Va finanziata la ricerca”

Corriere della Sera, 04/03/2020
Simona Ravizza
“II coronavirus è un nemico ignoto” afferma l’immunologo Aberto Mantovani. “Non lo conosciamo. Minimizzare i rischi è scientificamente sbagliato oltre che pericoloso. Piuttosto, come nuotatori in un oceano in tempesta, dobbiamo cercare di alzare la testa”. “Ritengo che sia importante non farsi prendere dal panico. Ma è sbagliato sminuire il problema catalogandolo come virus che colpisce solo gli anziani e i malati. Non dobbiamo dimenticarci che il ‘Paziente Uno’, ricoverato al San Matteo di Pavia in Terapia intensiva, è un giovane 38enne sano e sportivo. La sfida adesso è capire come il nostro sistema immunitario reagisce al virus”.
03/03/2020

Un G7 in teleconferenza affronta l’allarme virus Ocse: Pil dell’Italia a zero

La Repubblica, 03/03/2020
Valentina Conte
L’Ocse fa i conti con l'impatto del coronavirus, definito come “una minaccia senza precedenti per l'economia”. Rivede tutte le stime per il 2020, taglia di mezzo punto il Pil mondiale, azzera quello italiano, tutto ciò nell’ipotesi che l'epidemia abbia raggiunto il picco in Cina e che nelle altre aree del mondo “resti lieve e contenuta”. Il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale si dichiarano pronti ad aiutare gli Stati membri “usando tutti gli strumenti a disposizione”. I mercati, al momento, sembrano tranquilli anche se il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) alza il livello del rischio da moderato a alto.
03/03/2020

Il boom di entrate ferma il deficit all’1,6%, il Pil cresce dello 0,3%

Il Sole 24 Ore, 03/03/2020
Davide Colombo
Nel 2019 il Pil è cresciuto di tre decimali (comunque meglio dell'ultima stima ferma al +0,2%) segnando il rallentamento più marcato dai tempi della lieve ripresa registrata tra il 2016 e il 2017. In compenso sono migliorati i saldi, con un deficit/Pil che s'è ridotto di sei decimali (da -2,2% del 2018 a -1,6%). In valore assoluto l'indebitamento è stato 29,3 miliardi, in calo di circa 9,5 miliardi rispetto a quello dell'anno precedente. Dietro questi numeri senza dubbio migliori della finanza pubblica ci sono le maggiori entrate registrate sul fronte delle imposte dirette (+3,4%) e indirette (+1,4%) e dei contributi sociali (+3,2%), dovute anche all'aumento del numero degli occupati. Fonte: dati Istat.
03/03/2020

A caccia di antibiotici. E i farmaci non bastano

La Repubblica Salute, 03/03/2020
Giuseppe del Bello
In Italia, ogni anno circa 500 mila pazienti (5-8% dei ricoverati) contraggono infezioni che ormai uccidono più degli incidenti stradali: tra 4500 e 7000 morti le prime contro i 3500 dei secondi. Come sempre, a correre maggior pericolo sono i soggetti appartenenti alle fasce più fragili. Senza fare allarmismi, è soprattutto dalle procedure chirurgiche che arrivano le minacce più concrete. Per questo da tempo, la comunità scientifica si interroga sulle infezioni ospedaliere, sui numeri di casi in aumento e sulle misure necessarie per arginare il fenomeno. Non è un caso che, oltre a ragioni puramente economiche per limitare la spesa sanitaria, si tenda sempre più a ridurre le degenze e a incentivare la medicina territoriale e il Day surgery.
02/03/2020

Brusaferro: "Decisivi i prossimi sette giorni Ma gli italiani ci aiutino"

La Repubblica, 02/03/2020
Michele Bocci
“Sono i giorni decisivi, vedremo se le misure adottate funzionano. Ma gli italiani ci devono aiutare, ciascuno di loro con i suoi comportamenti quotidiani può fare la sua parte” afferma Silvio Brusaferro, professore di igiene, da un anno presidente dell'Istituto superiore di sanità. “Le prime decisioni di chiusura sono del weekend scorso, quello del 21-22 febbraio, e visto che l'incubazione della malattia dura 14 giorni, fino ad ora l'abbiamo diagnosticata in persone che l'hanno presa precedentemente” spiega. “Nei prossimi sette giorni però, se quello che abbiamo fatto è sufficiente, dovremmo iniziare a vederne l'efficacia”. Se i contagi dovessero scendere significa che le chiusure sono servite. “I provvedimenti verranno decisi via via. Speriamo di vedere i primi risultati verso la fine di questa settimana, che è decisiva”.
01/03/2020

Il Governo accelera: subito al Parlamento la richiesta di più deficit

Il Sole 24 Ore, 01/03/2020
Manuela Perrone, Gianni Trovati
II governo accelera sulla cura anti-crisi per provare ad arginare l'impatto del coronavirus sull'economia. Il Mef chiede al Parlamento l'autorizzazione al maggior deficit e a breve è atteso un nuovo decreto legge con le misure economiche, il sostegno all'export e il rilancio degli investimenti, che dovrebbe poter contare su almeno 4 miliardi di deficit aggiuntivo. Ma l'obiettivo complessivo potrebbe essere molto più alto, con un disavanzo anche superiore al 2,5%: il negoziato con la Ue non riguarderà solo la flessibilità su quest'anno, ma è destinato a coinvolgere anche i target di deficit 2021.
29/02/2020

Capua: «Gli Usa sono attenti al nostro modello»

Corriere della Sera, 29/02/2020
Adriana Bazzi
Il coronavirus comincia a circolare anche in America “È stato registrato un caso, in California, di una donna che si è ammalata ed è ricoverata in condizioni critiche” racconta la scienziata Ilaria Capua. “È venuto fuori, per così dire, dal nulla perché non ha avuto contatti con cinesi e deve essere studiato. Poi c'è il caso dei turisti sbarcati dalla nave Diamond Princess, ma questi meritano un discorso a parte perché erano noti e sono stati intercettati”. Ma chi paga, negli Usa, i costi della prevenzione e della cura? “La sanità pubblica americana si fa carico delle emergenze sanitarie. I test vengono proposti gratuitamente, come è successo per l'epidemia con il virus Zika” per quanto riguarda le cure, “se una persona è infetta e, poi, sviluppa una polmonite deve rivolgersi, per l'assistenza, alla sua assicurazione”.
28/02/2020

"Attendere le verifiche". "No, dare tutti i contagi". Conflitto tra scienziati

La Stampa, 28/02/2020
F.Rig.
Fa discutere il cambio di metodologia nel conto dei casi positivi proposto dal consulente ministeriale Walter Ricciardi (comunicare solo i casi positivi validati dall’Istituto superiore di Sanità). Per Ricciardi “i test dei laboratori regionali hanno ancora margini di incertezza e bisogna attendere la verifica dell'Istituto superiore di sanità. Anche in altri Paesi ci sono focolai, ma loro danno la conferma solo quando è certa”. Per Massimo Galli, direttore del reparto dell’ospedale Sacco di Milano che cura il coronavirus non è così: “Già ci vuole tempo per gli esami e poi dovremmo anche aspettare la conferma da Roma, ma di cosa stiamo parlando? Non si può gestire così burocraticamente la situazione”. E adombra un sospetto: “Si è criticata tanto la Cina perché riluttante a pubblicare il vero numero dei casi, ora non facciamo ridere il mondo perché il governo vuole controllare i risultati”.
28/02/2020

Il coronavirus «italiano» isolato al Sacco «Ci aiuterà a tracciare l’epidemia»

Corriere della Sera, 28/02/2020
Adriana Bazzi
Il coronavirus che ha infettato i pazienti italiani nella “zona rossa” della Lombardia è stato isolato dai ricercatori dell'Ospedale Sacco di Milano: si tratta di un virus “autoctono”, cioè “locale”, ed è differente da quello che, qualche settimana fa, è stato isolato dai due pazienti cinesi ricoverati all'Ospedale Spallanzani di Roma. “Lo abbiamo intercettato e studiato” conferma Massimo Galli, professore di Malattie Infettive all'Università di Milano e Direttore delle Malattie Infettive all'Ospedale Luigi Sacco di Milano. “Questo virus è capace di distruggere certe cellule in laboratorio. Adesso stiamo analizzando il suo patrimonio genetico e lo dobbiamo sequenziare”. Il valore di questo nuovo isolamento sta nel fatto che può essere utile per “tracciare” i contagi ricostruendo la storia epidemiologica di chi si è infettato venendo a contatto con questo microrganismo.
28/02/2020

Borrelli: “Nessuna sovrastima dei casi i test positivi tutti confermati”

Il Messaggero, 28/02/2020
Cristiana Mangani
“Quando arriva la segnalazione di un possibile contagiato, le strutture regionali procedono al test. Nel caso di positività si mette la persona in quarantena. Poi il tampone viene inviato all'Iss che effettua nuovamente l'esame. Solo a quel punto è confermato il contagio. Non vedo problemi su questo” afferma il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Al di là delle polemiche sui numeri, continua Borrelli, “l'importante è che si sappia che l'80% dei malati non va in ospedale, che il 15% ha bisogno di un medico e che solo il 5% ha complicazioni più gravi”.
27/02/2020

Ricciardi: "In tempi di epidemia la libertà di scelta delle Regioni è una debolezza per l’Italia"

La Repubblica, 27/02/2020
Michele Bocci
“L'Italia ha una debolezza: il sistema è frammentato, è in mano alle Regioni e lo Stato ha solo ruoli limitati. In tempi normali questo è anche accettabile ma in tempi di epidemia come questo può avere effetti letali, perché in certi frangenti va adottata una linea unitaria, che faccia prendere misure proporzionate”. Lo afferma Walter Ricciardi recentemente nominato dal ministro della Salute Roberto Speranza consigliere per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali. Purtroppo “spiccano casi di inadeguatezza decisionale” continua Ricciardi: “Penso alle Marche, che chiudono le scuole per un caso in una regione vicina. In generale, un altro errore è la deroga a evidenze e protocolli. Così si allarmano le persone”.
27/02/2020

Arriva il dietrofront sui tamponi Salgono a 400 i contagiati, 12 i morti

La Stampa, 27/02/2020
Pa.Ru.
Sull’emergenza coronavirus ora il governo lancia la parola d'ordine «ridimensionare». Il premier Giuseppe Conte ha chiamato l'Ad della Rai Salini per dire che «è il momento di abbassare i toni e fermare il panico». Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con una nuova circolare sui test di controllo raccomanda l'esecuzione dei tamponi per rilevare il virus solo ai casi «sintomatici». Che è poi quello che stanno facendo gli altri Paesi europei: basti pensare che se da noi oramai sono stati eseguiti 10 mila tamponi, la Germania ne ha fatti mille e la Francia nemmeno 500. La riduzione dei test serve a scongiurare la paralisi dei laboratori di analisi. Ma è indubbio che così il numero dei nuovi contagi è destinato a ridimensionarsi e secondo alcuni c’è il rischio  di sottostimare i dati delle infezioni.
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