Edicola

13/02/2022

«C’è il rischio di nuove varianti». Per la Ue la pandemia non è finita

Corriere della Sera, 13/02/2022
Adriana Logroscino
L'ECDC, l'organismo europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ammonisce: “La pandemia non è finita resta un rischio concreto di nuove varianti che possono manifestarsi e diffondersi. Se si vuole ridurre la contagiosità bisogna mantenere le mascherine al chiuso. Non è una misura invasiva. Abbiamo imparato molto da questo virus, ma non sappiamo tutto. Teniamo alta l'attenzione”. L’appello, lanciato dalla direttrice dell’ECDC Andrea Ammon, si rivolge in particolar modo ai Paesi europei che hanno abbandonato ogni limitazione, come la Norvegia.
12/02/2022

In Francia a fine mese addio alle mascherine Negli Usa Biden frena

Il Sole 24 Ore, 12/02/2022
Roberta Miraglia
Il dibattito sull'abbandono delle misure di prevenzione contro il Covid-19 è attuale in molti Paesi. In Francia dal 28 febbraio l'uso della mascherina nei luoghi chiusi non sarà più obbligatorio per i vaccinati contro Covid-19, mentre dovrà essere indossata da tutti su treni e aerei. In Gran Bretagna le mascherine sono state dismesse già la scorsa estate; negli Stati Uniti sono i governatori a decidere e in questi ultimi giorni molti Stati, tra cui quello di New York, hanno scelto di eliminare l’obbligo. Ma i Centers for desease control and prevention (CDC) invitano alla cautela, sostenendo che non è ancora il momento di eliminare le mascherine. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente Joe Biden, osservando che l'allentamento “è probabilmente prematuro” in quanto “la scienza ha detto che le mascherine funzionano e fanno la differenza”.
11/02/2022

Malattie gravi ridotte del 94%: lo scudo dei vaccini sugli anziani

Corriere della Sera, 11/02/2022
Fabio Savelli
Grazie ai vaccini anti-Covid in dieci mesi si è riusciti a frenare la corsa della variante Omicron. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità confermano che nei reparti di rianimazione è stato possibile liberare due letti su tre e che gli ammalati gravi si sono ridotti del 94%. Secondo il monitoraggio dell’ISS, nella fascia di età 60 - 79 anni i non vaccinati sviluppano una forma grave della malattia per 150 casi ogni 100 mila abitanti, mentre per chi ha ricevuto la terza dose questo rapporto scende del 94 %. Tra gli ultraottantenni i non vaccinati sviluppano una forma severa nella proporzione di oltre 400 casi per 100 mila abitanti; per chi ha ricevuto tre dosi l'incidenza scende sotto 50.
11/02/2022

L’aumento dei prezzi minaccia la ripresa, nel 2022 frenata della crescita in Europa

Il Sole 24 Ore, 11/02/2022
Beda Romano
“Molteplici venti contrari - ha detto il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni - hanno raffreddato l’economia europea quest'inverno: la rapida diffusione di Omicron, un ulteriore aumento dell'inflazione dovuto al balzo dei prezzi dell'energia e le persistenti interruzioni delle catene di produzione. Per via dei venti contrari, che dovrebbero progressivamente attenuarsi, prevediamo che la crescita riprenda velocità già in primavera” anche se “i rischi restano elevati”. Secondo la Commissione europea, i prezzi al consumo aumenteranno in media nel 2022 nella zona euro del 3,5% rispetto al 2,6% dell'anno scorso, per poi scendere ail'1,7% nel 2023. Le stime rispecchiano le previsioni della Banca centrale europea.
09/02/2022

Long Covid, 1 milione a rischio ma le cure non ci sono per tutti

Il Sole 24 Ore, 09/02/2022
Marzio Bartoloni
Si stima che il 10-20% di chi è stato contagiato sia colpito dai disturbi del Long Covid. I sintomi, che possono durare da qualche mese fino ad un anno, variano molto da persona a persona: dalla perdita di olfatto e gusto a difficoltà respiratorie, astenia, miocarditi, fino a problemi cognitivi legati a disturbi del sonno, problemi di memoria e di concentrazione che i medici hanno già ribattezzato “nebbia cognitiva”. considerando una platea di quasi 12 milioni di italiani infettati, i numeri di questa sindrome si rivelano importanti e, forse, anche sottostimati visto che colpisce non solo chi è stato ricoverato, ma anche chi avuto sintomi più leggeri senza distinzioni di età. Le proporzioni del fenomeno – che ha un pesante impatto non solo sanitario, ma anche sociale – sono confermate dai dati riguardanti l’Inghilterra, paese molto simile all’Italia per numero di contagi e di decessi: secondo un'indagine condotta dall'Office for National Statistics, nel Regno Unito il numero di persone affette da Long Covid è pari a 1,33 milioni. Di queste, quasi due su tre (836.000) affermano che la loro condizione pregiudica le attività quotidiane, mentre 244mila riferiscono di avere subito “molte limitazioni” nelle attività abituali.
09/02/2022

Così il Covid infierisce sulle menti più fragili

Panorama, 09/02/2022
Maddalena Bonaccorso
In diversi studi i ricercatori stanno osservando uno stretto legame tra coronavirus e rischio di Alzheimer: non solo perché il virus può intaccare le cellule cerebrali, ma anche per gli effetti che le limitazioni imposte dalla pandemia hanno sulla salute mentale degli anziani. “Viviamo in una situazione drammatica, con richieste di aiuto cresciute anche del 100%” dichiara Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia. “Abbiamo un Piano nazionale sulla demenza non aggiornato, che risale al 2014 e non tiene conto del fatto che nel frattempo il mondo è cambiato”.
08/02/2022

Long Covid, uno su tre ne soffre "Disturbi anche dopo un anno"

La Repubblica, 08/02/2022
Elena Dusi
“Abbiamo contato le prestazioni sanitarie erogate dalla Regione Lombardia a 50mila guariti tra marzo e dicembre 2020. Anche dopo il tampone negativo ci sono stati più accessi al pronto soccorso rispetto al periodo precedente alla malattia. Abbiamo visto anche un aumento di test diagnostici, di visite specialistiche e presso i medici di famiglia. I problemi più frequenti riguardavano polmoni, cuore e reni”. Lo sottolinea Pier Mannuccio Mannucci, ematologo dell'università di Milano, che ha studiato i dati (in via di pubblicazione) con l'Istituto Mario Negri. In Italia, con 11 milioni di contagi, a soffrire di Long Covid sarebbero 3-4 milioni di persone.
08/02/2022

Abrignani: «Ora siamo arrivati alla coda della pandemia Spero che con Omicron il virus diventi endemico»

Corriere della Sera, 08/02/2022
Margherita De Bac
Sia Omicron 1 sia il tipo 2 sono meno pericolose di Delta per i vaccinati con due o tre dosi in quanto, è ben dimostrato, inducono meno malattia severa. Mi auguro che sia questo il virus destinato a restare fra noi diventando endemico” afferma Sergio Abrignani, immunologo della Statale di Milano, componente del Comitato tecnico scientifico. “Fra gli italiani che si sono immunizzati con il vaccino, con l'infezione naturale causata dalle precedenti varianti e infine da Omicron, si raggiunge un alto livello di immunità. Così si arriva all'endemia. Il virus non sparisce ma continua a circolare dando origine a un limitato numero di casi”.
28/01/2022

Basta zona gialla e arancione. L’ipotesi di lasciare solo la rossa

Corriere della Sera, 28/01/2022
Adriana Logroscino
La curva dei contagi è in fase discendente, lo testimonia anche la diminuzione del numero di ricoveri in ospedale e dei pazienti in terapia intensiva. Per questo molto probabilmente il governo, accogliendo le richieste delle Regioni, rivedrà a breve le regole su fasce di colore e scuola. Ma c’è un nuovo allarme, sul fronte della copertura vaccinale: una donna incinta su due non è vaccinata. La Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) ha monitorato i parti in 12 ospedali sentinella: su 404 parti eseguiti nell’arco di una settimana, 65 sono avvenuti in area Covid perché le mamme erano positive. Il 60% delle 65 pazienti positive non era vaccinato e il 5% aveva sviluppato sintomi respiratori. Un solo neonato, figlio di una non vaccinata ha contratto l'infezione. «La presenza di pazienti incinte positive - spiega Giovanni Migliore, presidente della Fiaso - pone un problema anche gestionale. È gravoso per gli ospedali, da due an ni in prima linea, raddoppiare i percorsi per separare le positive”.
28/01/2022

Biondi: «Proteggiamo i bambini. Bisogna ascoltare la scienza, i genitori non aspettino»

Corriere della Sera, 28/01/2022
Margherita De Bac
“I vaccini sono sicuri. Sono milioni i bambini che hanno ricevuto una o due dosi nel mondo. Quanti casi di miocardite, l'infiammazione al cuore che fa tanta paura, ci sono stati? Zero tra 5 e 11 anni, pochissimi e senza conseguenze tra 16 e 19 anni. Le uniche complicanze sono così lievi da essere trascurabili: un po' di febbre, male al braccio. La paura è incomprensibile”. Lo sottolinea Andrea Biondi, direttore della clinica pediatrica Università degli Studi di Milano-Bicocca, che richiama l’attenzione su alcuni dati: “il 76% dei bambini ricoverati nei reparti di medicina non sono vaccinati, il 70% di quelli portati in terapia intensiva sono figli di genitori privi di profilassi anti Covid. E sono 36 le morti tra i più piccoli, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità aggiornati a novembre”.
27/01/2022

Cardillo (CNT) - Trapianti, il riscatto della Sanità

Avvenire, 27/01/2022
Enrico Negrotti
“La pandemia ci ha fatto perdere il 10% di trapianti nel 2020. Ma nel 2021 soprattutto la riorganizzazione della rete e il grande lavoro del personale sanitario ci hanno consentito di riguadagnare il terreno perduto, pur nel permanere della situazione pandemica” afferma Massimo Cardillo, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt). “È un segnale molto positivo, perché negli altri Paesi gli effetti della pandemia sui trapianti sono stati più pesanti” continua Cardillo, sottolineando un ulteriore risultato che ha ricevuto il plauso della comunità scientifica internazionale: “Abbiamo realizzato trapianti da pazienti positivi al Covid, senza trasmettere il virus”.
26/01/2022

Cuore, il bypass è amico dell’uomo non della donna

Il Messaggero, 26/01/2022
Antonio G. Rebuzzi
Infarto, ictus, necessità di nuova rivascolarizzazione coronarica: sono gli eventi cui le donne possono andare incontro a distanza di 5 anni dall'impianto di bypass aorto coronarico, con una probabilità maggiore rispetto agli uomini (33,6% contro 28,7%). La differenza di genere nelle malattie cardiovascolari è confermata da un recente studio pubblicato sulla rivista European Heart Journal.
Gli autori hanno monitorato oltre 10.400 uomini e 2.700 donne, tutti  operati di bypass aorto coronarico e seguiti per cinque anni al fine di valutare gli esiti cardiaci e cerebrali dell'intervento chirurgico effettuato. La differenza tra uomini e donne è risultata maggiore tra i pazienti più giovani mentre, mentre tende ad annullarsi con l'aumento dell'età.
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