Edicola

19/06/2020

Federfarma: "Noi parte civile nella truffa delle mascherine"

La Repubblica Torino, 19/06/2020
Cristina Palazzo
Quattro farmacisti sono stati denunciati dalla guardia di finanza di Caselle Torinese nell'operazione "Pharma Cina" dopo le perquisizioni nelle loro attività di Torino, Nichelino, Lanzo e Coassolo. L'accusa, spiegano gli investigatori è “vendere ad ignari clienti centinaia di prodotti (mascherine, saturimetri, gel disinfettanti, etc., ndr) non certificati e di dubbia provenienza, coprendo il tutto dietro un alone di assoluta affidabilità e sicurezza propria della rivendita farmaceutica”. Federfarma si è detta pronta a costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio dei quattro, “a tutela delle farmacie tutte, che anche in questo periodo di emergenza Covid hanno interpretato egregiamente il loro ruolo di presidio sanitario”, spiega il presidente Marco Cossolo ribadendo “la linea di estrema fermezza che abbiamo sempre adottato nei confronti dei comportamenti illeciti e/o speculativi”.
19/06/2020

Remuzzi: «I nuovi positivi non sono contagiosi, stop alla paura»

Corriere della Sera, 19/06/2020
Marco Imarisio
“L'Istituto superiore della Sanità e il governo devono rendersi conto di quanto e come è cambiata la situazione da quel 20 febbraio ormai lontano. E devono comunicare di conseguenza. Altrimenti, si contribuisce, magari in modo involontario, a diffondere paura ingiustificata”. Lo afferma Giuseppe Remuzzi, che spiega: “Abbiamo condotto uno studio su 133 ricercatori del Mario Negri e 298 dipendenti della Brembo. In tutto, quaranta casi di tamponi positivi. Che sono casi di positività con una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamiamo contagi, ma sono persone positive al tampone” e “si tratta di positività che non hanno ricadute nella vita reale”.
19/06/2020

Crisanti: «Se l’epidemia non rallenta più il prossimo inverno rischiamo»

Il Messaggero, 19/06/2020
“I numeri dell'epidemia ora sono bassi, però c'è un elemento che ci deve fare molto preoccupare: i nuovi casi sono costanti, non diminuiscono da settimane, gli scostamenti sono poco significativi” afferma Andrea Crisanti. “Qualcosa non sta funzionando, basta guardare i numeri della Lombardia: non si sta facendo il tracciamento dei casi, non li si sta cercando e isolando, perché altrimenti il calo sarebbe proseguito. Pare evidente che questo virus è sensibile al fattore climatico, ma questo fa aumentare i timori per l'autunno-inverno”. “Avremmo dovuto sfruttare queste settimane per portare vicino a zero i casi positivi, in modo da ridurre al massimo la base di infetti per quando tornerà il freddo e la situazione climatica sarà favorevole a Sars-CoV-2. Non ci stiamo riuscendo. Non va bene. Stiamo tanto parlando di Ro o Rt, diciamo che è a 0,5, ok? Se abbiamo 300 casi, sa quanti sono gli infetti da trovare? 700. E non vengono trovati”. Questo secondo Crisanti accade perché “non stiamo facendo la cosa giusta, il tracciamento”.
18/06/2020

La nuova ondata arriverà davvero. Come sarà il virus Sapremo difenderci

Corriere della Sera, 18/06/2020
Laura Cuppini
Dopo l’estate, secondo  Massimo Galli, primario del reparto di Malattie infettive III dell'Ospedale Sacco e professore ordinario all'Università degli Studi di Milano, sono possibili due scenari: “una seconda ondata a breve termine a genesi locale e un ritorno dell'epidemia in stile simil-influenzale in autunno-inverno, con numeri importanti. La prima ipotesi mi sembra abbastanza improbabile, perché il distanziamento ha rallentato in modo consistente la diffusione dell'infezione e la riapertura delle attività non ha determinato la temuta esplosione di contagi e ricoveri. Generalmente nella fase post-sintomatica avanzata i pazienti sono portatori di una forma del virus non completa, con una bassa capacità di trasmissione. Nel secondo scenario si verificherebbe un adattamento graduale del microrganismo all'uomo, come è successo nel corso dei decenni ai tanti virus che si sono ridotti a provocare semplici raffreddori stagionali”.
18/06/2020

Covid, a Pechino torna la paura. Voli a terra e quartieri isolati

La Stampa, 18/06/2020
Francesco Radicioni
Una nuova ondata di coronavirus minaccia Pechino, che ordinato la chiusura delle scuole, fatto appello a lavorare da casa e cancellato migliaia di voli da uno dei più importanti hub dei trasporti nella Repubblica Popolare. Le nuove drastiche misure di controllo della pandemia sono state annunciate mentre, dalla fine della scorsa settimana, in città sono già decine i nuovi casi di Covid-19: le autorità hanno confermato altri 31 pazienti sintomatici e positivi al tampone, che portano a 137 il numero delle infezioni accertate negli ultimi sei giorni a Pechino. L'origine del focolaio nella capitale cinese è stata individuata a Xinfadi, il più grande mercato all'ingrosso della Cina, che fornisce circa l'80 percento della carne e delle verdure consumate nella metropoli.
18/06/2020

Come riparte la sanità

Corriere della Sera, 18/06/2020
Maria Giovanna Faiella
La chiusura del Paese ha fatto rimandare 600mila interventi chirurgici non urgenti e circa 11 milioni di prestazioni ambulatoriali differibili. Ora l'assistenza  «ordinaria» peri malati cronici, che devono fare i controlli per le loro patologie, e per chi ha bisogno di fare una prima visita o un'indagine di approfondimento sta riprendendo gradualmente. Dovremo abituarci, però, a una «nuova» normalità poiché, oltre a rispettare le misure generali di protezione dal coronavirus - quali distanziamento sociale, igiene delle mani, indossare la mascherina - ci sono specifiche procedure di sicurezza e nuove modalità di accesso alle strutture sanitarie per tutelare la nostra salute e quella di chi ci cura. Sicuramente, non ci saranno più lunghe code allo sportello del Cup ne’ sale d'attesa affollate.
17/06/2020

La «farmacia del futuro» per il dopo Coronavirus

Avvenire, 17/06/2020
Vincenzo R. Spagnolo
“L'emergenza sanitaria legata al Covid19 deve essere anche un'opportunità per la nostra collettività” afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo. L’esperienza maturata in questi mesi deve servire per potenziare la “farmacia di relazione”, che “mette la persona al centro e la supporta nella tutela del bene più grande, la salute”. La farmacia, “con la sua presenza sul territorio è presidio sanitario di prossimità: in media ogni cittadino, ovunque in Italia impiega 5 minuti per raggiungerla” e può trovare “professionisti in grado di sorvegliare e guidare il paziente nell'aderenza alla terapia”. Proprio l’aderenza  alla terapia è uno dei punti chiave della farmacia del futuro: essa “è fondamentale per la salute dei cittadini malati cronici, perché dove non viene osservata, innesca costi sociali ed economici”.
17/06/2020

Il "golden power" si estende a tutela della salute

Avvenire, 17/06/2020
Lo schema di Dpcm attuativo delle norme del decreto liquidità ha allargato la tutela pubblica a nuovi settori strategici, estendendo i “superpoteri dello Stato” anche  alla sanità e alla salute. In particolare il provvedimento indica come sottoposte a golden power le tecnologie digitali funzionali all'erogazione, anche da remoto, di servizi in sanità, quelle per l'analisi dei dati e l'utilizzo di conoscenze biologiche per la salute e la diagnostica, la prognostica, la terapia e il relativo follow up, le tecnologie bioingegneristiche e le nanotecnologie utilizzate nel settore farmaceutico, in quello della diagnostica, nel chimico e nell'agroalimentare. Infine, soprattutto dopo l'emergenza Covid, “le attività economiche di rilevanza strategica esercitate nel settore, comprese quelle relative all'approvvigionamento di medicinali, dispositivi e apparecchiature sanitarie”.
17/06/2020

La scoperta di Oxford: un farmaco da sei euro per battere Il virus

La Stampa, 17/06/2020
Paolo Russo
Il desametasone, un vecchio ed economico farmaco a base di cortisone, è capace di ridurre la mortalità da Covid del 35% tra i pazienti più gravi. Un risultato migliore di quello sin qui ottenuto con il molto più costoso antinfiammatorio, tocilizumab, che si è fermato a meno 22% decessi e costa 2.835 euro a scatola. Lo evidenzia una ricerca dell’Università di Oxford.
16/06/2020

Franchini: "Si trova nel sangue la cura contro il Covid-19"

Italia Oggi, 16/06/2020
Stefano Lorenzetto
Massimo Franchini, direttore del dipartimento di medicina trasfusionale ed ematologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, spiega come funziona il plasma iperimmune: “È efficacissimo nell'abbattere la carica virale. Ma poi tutto dipende dalle condizioni cliniche del singolo soggetto. Purtroppo il coronavirus innesca risposte infiammatorie e della coagulazione. Si muore per quelle. È una malattia sistemica, non solo polmonare, che provoca trombosi in tutto l'organismo. Quindi la cura funziona sui pazienti nei quali l'infezione da Covid-19 sia insorta di recente, trattati al massimo entro 10 giorni, e non ancora intubati”. L’impiego del plasma di persone guarite è una metodica antica. “Emil Adolf von Behring, primo premio Nobel per la medicina nel 1901, la sperimentò contro la difterite e il tetano. In seguito trovò applicazione per la tubercolosi, il botulismo, la pertosse, il veleno delle vipere- II plasma dei guariti fu usato in epidemie e pandemie di spagnola, Sars, Mers, Eboia, morbillo, epatite B, influenze aviarie e suine”.
16/06/2020

Zangrillo: «Decessi sovrastimati, le cause di morte sono anche altre»

Verità , 16/06/2020
Maddalena Guiotto
Secondo Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell'ospedale San Raffaele di Milano, “probabilmente c'è stata una prima fase in cui i decessi erano sottostimati”, mentre adesso “forse, sono sovrastimati”. Sulla seconda ondata epidemica attesa in autunno, Zangrillo ha toni rassicuranti: “primo perché bisogna vedere se arriva, secondo perché sappiamo curare i malati, terzo perché c'è una collaborazione in atto tra gli istituti ospedalieri, il territorio e le istituzioni regionali che sono in grado di fronteggiare il problema, quarto perché sappiamo molto di più su questo virus”. Il professore precisa di non voler “minimizzare”, riconoscendo che “il virus esiste” ma ribadendo che “è a livello subclinico”.
16/06/2020

Non bisogna cadere nell’errore del fai da te

Il Sole 24 Ore, 16/06/2020
Con i medicinali di automedicazione occorre essere prudenti. “Bisogna sempre ricordare che si tratta di farmaci - sottolinea Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia - e il consiglio di un operatore, sia esso medico o farmacista, è sempre fondamentale in prima battuta. Questi farmaci hanno dimostrato nel tempo di essere efficaci e sicuri, perché per entrare in questa categoria occorrono diversi anni di impiego con prescrizione medica e un'altissima osservazione in termini di possibili effetti collaterali. Ma occorre comunque ricordare che ci sono ancora persone che sbagliano, magari sovradosando o sottodosando le terapie rispetto alle indicazioni del foglietto illustrativo, e questo non va assolutamente bene”.
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