Edicola

18/03/2020

La quarantena violata, il Viminale: chi è positivo rischia 12 anni di carcere

Il Messaggero, 18/03/2020
Cristiana Mangani
Solo una parte dei cittadini mostra buonsenso, perché tanti altri, compreso chi è stato messo in quarantena, violano quotidianamente l'obbligo di restare a casa: 27.616 finora i denunciati, 8 mila solo negli ultimi due giorni, un 13,5% in più su controlli che hanno riguardato circa 700 mila persone. Per questo il Viminale ha chiesto alle forze dell'ordine di effettuare indagini ancora più capillari, emettendo sanzioni e denunce nei confronti di chiunque non abbia dei veri motivi per uscire e, in particolare, nei confronti di tutti coloro che dovrebbero stare in quarantena ma non lo fanno.
17/03/2020

Sì al decreto aiuti da 25 miliardi, le ultime novità

Il Sole 24 Ore, 17/03/2020
Inizio di settimana pesante per i mercati finanziari. Wall Street affonda a -13%, il petrolio è ai minimi dal 2016 e l'oro sotto i 1.500 dollari. In Europa la Borsa peggiore è stata Madrid (-7,9%) per la rapida diffusione dell'epidemia in Spagna, mentre Milano ha perso il 6,1%. Intanto, il governo ha approvato il decreto da 25 miliardi per rilanciare l'economia.
17/03/2020

Tra una settimana (o due) l`impennata dei contagi. E dopo dipende da noi

La Repubblica, 17/03/2020
Michele Bocci, Luca Fraioli
«La curva epidemica in Italia scenderà entro poco tempo perché le misure messe in campo sono estremamente aggressive», sostiene Alessandro Vespignani, professore di Informatica e Fisica alla Northeastern University di Boston dove dirige il Network Science Institute. «Il picco ci sarà alla fine di questa settimana con 30-40mila contagiati», concorda il farmacologo Silvio Garattini del Mario Negri. Massimo Galli, primario delle Malattie infettive del Sacco di Milano, teme invece che «il picco non sia imminente. Gran parte di quello che stiamo vedendo sono persone con infezioni chiaramente manifeste contratte una o due settimane fa. Ci sono tantissime infezioni con pochi sintomi che in Lombardia non vengono sottoposte a test ma potrebbero comunque partecipare alla diffusione ulteriore dell'infezione».
17/03/2020

Appello dell`Oms: ora più tamponi. Zaia: nel Veneto faremo test a tutti

Corriere della Sera, 17/03/2020
Rinaldo Frignani
La parola d'ordine dell'Organizzazione mondiale della sanità è “rompere le catene della trasmissione del coronavirus”. Per farlo, dice il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesu “è necessario testare e isolare. Non si può combattere un fuoco con gli occhi bendati. E non possiamo fermare questa pandemia se non sappiamo chi è infetto”.
16/03/2020

Conte: «Settimane decisive, tutti a casa Le polemiche? Sono una follia»

Corriere della Sera, 16/03/2020
Monica Guerzoni
“Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio, saremo più efficaci nel contenere il virus. Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani” Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Dobbiamo attendere qualche settimana per verificare i risultati delle nostre decisioni, ispirate alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Per il resto non servono nuovi divieti, ora è importante rispettare scrupolosamente quelli che ci sono. Le attività motorie sono consentite, ma andare a correre tutti insieme è vietato”. “Dobbiamo predisporci ad affrontare il picco del contagio ed è bene restare tutti a casa”.
16/03/2020

«Mamma Europa, sbrigati Dacci regole comuni per classificare ogni caso»

Corriere della Sera, 16/03/2020
Ilaria Capua
“Credo che la prima, primissima domanda che dobbiamo porre all'Europa sia di sviluppare urgentemente delle linee guida che armonizzino la metodologia di categorizzazione del caso Covid” afferma la scienziata Ilaria Capua. “I dati certi che abbiamo mostrano che i decessi sono avvenuti in soggetti che avevano in media tre o più malattie. Quindi soggetti fragili. Se una persona è cardiopatica o diabetica è chiaro che è meglio che un'altra malattia non la prenda, Coronavirus, Klebsiella o Influenza che sia. Ed il nocciolo del problema è proprio questo: ogni Paese europeo misura i «casi» secondo criteri diversi. È chiaro che alcuni dei pazienti fragili possono avere contratto l'infezione prima del ricovero (o anche in ospedale) e il decesso è poi avvenuto per altri motivi”.
16/03/2020

Coronavirus a Bergamo, i farmacisti: «Siamo al limite». Dal rischio contagio alle bombole fuori uso

Corriere Bergamo, 16/03/2020
A Bergamo scarseggiano mascherine e bombole di ossigeno. «Ogni farmacia - racconta Gianni Petrosillo, presidente bergamasco di Federfarma - ne aveva in media 5. Se si pensa che in Italia abbiamo 18 mila punti vendita, vuol dire che adesso ne avremmo quasi 100 mila. Queste bombole, utilizzate fino all’anno scorso, ci sono ancora, sono in deposito e si potrebbero riattivare. A livello nazionale, Federfarma si sta muovendo con il governo per avere il via libera dell’Agenzia del farmaco. Intanto si cerca di tamponare la situazione con il ricorso all’ossigeno liquido». Preoccupa anche la sicurezza dei farmacisti: Petrosillo difende la soluzione del «battente chiuso» non consentendo l’accesso nel punto vendita soprattutto nei comuni del focolaio nella bassa Val Seriana. Per chi rimane aperto, Federfarma ha aiutato gli associati a installare gli schermi sui banconi. Per quanto riguarda i prezzi delle mascherine, il presidente di Federfarma Bergamo afferma: «Non difendiamo assolutamente le farmacie che speculano e siamo i primi a perseguirle. C’è da dire però che spesso sono i fornitori che alzano i prezzi , io oltre un certo limite non le acquisto”.
15/03/2020

Sicurezza, siglato il protocollo Ecco i punti: dai turni alle ferie

Il Sole 24 Ore, 15/03/2020
Giorgio Pogliotti
Firmata l’intesa tra governo e parti sociali che fissa regole uniformi per garantire il contrasto e il contenimento della diffusione del coronavirus in tutti i luoghi di lavoro. Le aziende possono ricorrere allo smart working, ferie e congedi retribuiti, sospendendo le attività nel reparti aziendali non indispensabili alla produzione. Le linee guida riguardano poi temi come l'informazione nei luoghi di lavoro(l'obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre oltre 37,5), le modalità d'accesso di dipendenti e fornitori esterni (il personale potrà essere sottoposto al controllo della temperatura, gli autisti devono rimanere a bordo dei propri mezzi senza accedere negli uffici), la garanzia dell'adeguata pulizia e della sanificazione dei locali, delle postazioni di lavoro, delle aree comuni. Altri aspetti affrontati riguardano le precauzioni igieniche personali (l'azienda mette a disposizione detergenti per le mani), i dispositivi di protezione individuale (la fornitura di mascherine idonee e guanti se il lavoro impone una distanza minore di un metro e non so no possibili altre soluzioni organizzative), l'accesso contingentato agli spazi comuni.
15/03/2020

Mantovani - «L`immunità di gregge? Una scelta da irresponsabili»

Corriere della Sera, 15/03/2020
Cristina Marrone
“L’immunologo Alberto Mantovani commenta la scelta del governo britannico di lasciar circolare il coronavirus per creare una “immunità di gregge”. “Non ritengo sia pensabile costruire l'immunità della comunità lasciando correre il virus, è da incoscienti. Bisogna ragionare sul prezzo di una immunità della comunità ottenuta non con un vaccino, ma esponendo come è stato detto, il 60% della popolazione britannica al virus. Ammettiamo, in modo forse ottimistico, una mortalità del 2%. Su un milione di persone vuoi dire 20 mila morti; su 10 milioni, 200 mila morti. Ma facciamo un conto ancora più drammatico. Il 10% dei malati ha bisogno di terapia intensiva e respirazione assistita: su un milione di persone servirà a 100 mila pazienti. Nessun sistema sanitario al mondo è in grado di far fronte a un'emergenza del genere. Ci sarebbero troppe vittime e troppi pazienti non potrebbero essere curati”
14/03/2020

L’allarme dell`Ema sui farmaci: evitare accaparramenti

Il Sole 24 Ore, 14/03/2020
Francesca Cerati
L'Ema ha deciso di costituire un gruppo direttivo esecutivo per affrontare l'impatto dell'epidemia da coronavirus sulla fornitura di medicinali. Il gruppo, presieduto dalla Commissione europea, avrà anche la responsabilità di garantire che i pazienti e gli operatori sanitari in tutta Europa siano «informati in modo coerente e trasparente sui rischi e sulle azioni esistenti». Nel suo annuncio l'Ema ha anche messo in evidenza la responsabilità della aziende farmaceutiche di garantire la continuità dell’approvvigionamento dei loro prodotti attraverso misure di resilienza, come l'aumento delle scorte. “In Italia non abbiamo questo tipo di problema almeno per 2-3 mesi , stiamo monitorando da vicino la situazione e abbiamo tutti i piani di continuità pronti” - rassicura il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.
13/03/2020

Lamorgese: se necessario altre scelte coraggiose Ma adesso i cittadini non siano irresponsabili

Corriere della Sera, 13/03/2020
Fiorenza Sarzanini
“Molti cittadini non hanno ancora compreso che uscire di casa senza un valido motivo e rimanere a stretto a contatto con amici e parenti è da irresponsabili perché il virus è più veloce e più furbo dei nostri piccoli espedienti per aggirare le ordinanze”  afferma il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “Dobbiamo agire subito con determinazione per arginare l'epidemia e, dunque, al di là dei divieti tutti dovrebbero cambiare il proprio stile di vita”.
13/03/2020

Brusaferro - «Non vanifichiamo gli sforzi, se l`epidemia è sotto controllo lo capiremo a inizio aprile»

Corriere della Sera, 13/03/2020
Margherita De Bac
“Stiamo affrontando una sfida molto importante che passa attraverso l'impegno di ognuno di noi nel rispettare il distanziamento sociale, che significa stare distanti l'uno dall'altro — afferma Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità e membro  del Comitato tecnico scientifico che supporta il governo —. Se tutti facessimo uno sforzo potremmo rallentare o modificare la curva di diffusione del virus e garantire ai più fragili di poter fruire della migliore assistenza possibile. Dobbiamo pensare che adesso siamo tutti parte attiva e che la nostra determinazione nell'adottare le misure è un passaggio decisivo per rallentare la progressione del virus. E quando dico decisivo voglio dire che tutte queste chiusure sarebbero poco efficaci senza il contributo dei singoli. L'auspicio è che con l'impegno collettivo il risultato venga raggiunto”.
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