Edicola

18/06/2019

In viaggio per curarsi. Al Nord si va per operarsi

La Repubblica Salute, 18/06/2019
Michele Bocci
L'ultima edizione del "Rapporto Sdo” (Schede di dimissione ospedaliera) del ministero della Salute parla di circa 740mila persone che si sono spostate nel 2017 per prestazioni di ricovero. Di queste, poco più di mezzo milione lo ha fatto per un ricovero ordinario, ma ci si muove anche per i day hospital (circa 170mila casi), e in misura minore per riabilitazione e lungodegenza. Nei dati non si tiene conto di visite ed esami, altrimenti i numeri sarebbero molto più alti. La mobilità sanitaria vale circa 4 miliardi e 300 milioni. Il grande flusso dei malati punta a Nord: chi affronta lunghi viaggi lo fa prevalentemente per prestazioni di alta specialità. Sono circa 50mila gli italiani che ogni anno viaggiano per curare il cancro, circa il 10% di coloro che devono affrontare questa patologia.
18/06/2019

Digitale, sconti e lotterie: così Lisbona ha ridotto l’evasione

Il Fatto Quotidiano, 18/06/2019
Luciano Cerasa
In Portogallo il  governo sta portando avanti da qualche anno una lotta all’evasione che fa leva sul digitale e su un particolare sistema di agevolazioni. La dichiarazione dei redditi si fa on line e la fatturazione elettronica è obbligatoria. I fornitori vengono incentivati ad emettere il documento fiscale con uno sconto del 15% sull’IVA riscossa. I consumatori sono incoraggiati a chiedere la fattura elettronica perché così possono detrarre le spese sostenute. Questo non vale solo per la salute, l’educazione, i lavori di ristrutturazione e i trasporti, ma anche per il parrucchiere, il ristorante, il supermercato, l’acquisto dell’automobile. In più, con uno scontrino di almeno 10 euro si può partecipare all’estrazione di un premio fino a 50mila euro.
17/06/2019

2025, corsie vuote: Pronto soccorso senza 4mila medici

Il Fatto Quotidiano, 17/06/2019
Roberto Rotunno
Sono quasi dieci anni che si parla di come i nostri ospedali pubblici si stiano svuotando di medici. La stretta sui fondi alla sanità, decisa dai governi che si sono avvicendati dopo la crisi del 2008, ha fatto perdere 10 mila camici bianchi. Entro il 2025 andranno in pensione in 52 mila mentre, mantenendo gli attuali ritmi di reclutamento, ne entrerebbero solo 36 mila. Si prospetta quindi un ammanco di 26 mila medici, con l'effetto di indebolire il servizio sanitario nazionale rendendolo sempre meno capace di rispondere alle esigenze di una popolazione che invecchia. Saranno penalizzati soprattutto i pronto soccorso, ma anche reparti come pediatria, medicina interna, anestesia, rianimazione e chirurgia. Il governo sta tentando di far fronte a questa emergenza con una norma contenuta nel decreto Calabria, ora all'esame del Senato.
17/06/2019

Sileri: "Il pubblico deve tornare appetibile, in molti fuggono"

Il Fatto Quotidiano, 17/06/2019
Rob.rot.
“Laddove c'è stato il blocco del turn-over i medici hanno sofferto carenza di personale e turni massacranti. I numerosi e spesso incomprensibili tagli hanno aggravato le condizioni lavorative. Per rendere più attrattivo il pubblico è necessario assicurare condizioni migliori di lavoro e valorizzare il lavoro stesso: deve essere rinnovato il contratto dei medici” lo afferma il presidente della commissione Sanità in Senato Pierpaolo Sileri. Non si tratta solo di aumentare gli stipendi. “Bisogna anche agire per il contenzioso medico-legale che, sommato ai fattori citati, allontana i medici dal Servizio sanitario nazionale, anche sul finire di carriera.
17/06/2019

Stretta del Tesoro sul deficit 2019-2020 ma Salvini sfida l’Ue

Il Messaggero, 17/06/2019
A.Bas.
Il governo prepara la risposta alle osservazioni dell’Ue sull’eccesso di debito pubblico. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intende garantire a Bruxelles che l'Italia farà di tutto per evitare la procedura d'infrazione e chiedere parità di trattamento tra tutti i membri dell’Ue, senza maggiori riguardi per chi, come la Germania, da anni non rispetta le regole sul surplus commerciale. Parallelamente, il ministro dell’Economia Giovanni Tria cercherà di dimostrare, numeri alla mano, che l'Italia rispetterà "sostanzialmente" gli obiettivi di deficit del 2019 e che ha già chiaro un percorso di contenimento del disavanzo anche per il 2020.
17/06/2019

Boccia: procedura Ue da evitare, necessario ridurre il debito

Il Sole 24 Ore, 17/06/2019
Nicoletta Picchio
Evitare la procedura di infrazione Ue ed affrontare le priorità dell'economia - debito, deficit e crescita - con l'obiettivo di creare lavoro. Queste le priorità secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. “Bisogna evitare che il dibattito sulla procedura di infrazione possa essere l'alibi per non affrontare questi aspetti fondamentali. Il debito pubblico è una questione italiana e non europea ed è interesse del paese ridurlo”.
14/06/2019

Oggi Conte scrive a Bruxelles: «Le regole vanno cambiate»

Il Sole 24 Ore, 14/06/2019
Barbara Fiammeri, Manuela Perrone
Il ministro dell’Economia Giovanni Tria a Lussemburgo tenta di convincere i suoi colleghi europei che l'Italia ha i numeri per evitare una manovra correttiva e di conseguenza la procedura di infrazione. Intanto, il premier Giuseppe Conte prepara la lettera, da inviare a Bruxelles, in cui il Governo italiano chiede formalmente l'apertura di un confronto per la revisione delle regole di bilancio comunitarie. Evidenziando allo stesso tempo le altre criticità da affrontare: il dumping fiscale e sociale all'interno dell'Unione e il surplus commerciale di alcuni Stati, come la Germania, che pesa sull'export di altri Paesi europei, a partire dall'Italia(secondo esportatore nell'Ue).
14/06/2019

Spesa privata sanitaria a 42 mld

MF, 14/06/2019
Anna Messia
Sono 19,6 milioni gli italiani che, nell'ultimo anno, hanno provato a prenotare una prestazione sanitaria nel Servizio sanitario nazionale e che poi,  a causa dei lunghi tempi d'attesa, si sono rivolti alla sanità a pagamento, privata o intramoenia. Il dato emerge dal IX Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata, presentato al Welfare Day 2019. Quasi un italiano su due si è rassegnato a pagare di tasca propria le prestazioni sanitarie senza neanche provare a prenotare attraverso il Servizio sanitario nazionale, a prescindere dal proprio livello di reddito. La spesa sanitaria privata si attesta oggi a 37,3 miliardi e si stima che nel 2019 possa arrivare a sfiorare i 42 miliardi di euro (+7,3% dal 2014) a causa soprattutto dell'allungamento dei tempi di attesa.
13/06/2019

DI Maio: “Il rimpasto non ci sarà. Una manovra in deficit? Faremo ciò che serve”

Corriere della Sera, 13/06/2019
Emanuele Buzzi
“Il nostro obiettivo è abbassare le tasse. Ed è quello che faremo. Stiamo programmando una serie di tavoli per approfondire bene il tema” afferma il vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista. Per quanto riguarda la manovra, Di Maio precisa che l’Iva non aumenterà e la flat tax sarà studiata in modo da aiutare il ceto medio. “Noi siamo chiamati a fare tutto quello che serve agli italiani” dichiara il vicepremier. “C'è un aspetto importante da sottolineare che spesso viene sottovalutato. Dalla lotta alla grande evasione che vogliamo portare avanti recupereremo molte risorse da investire in servizi per i cittadini”. L’obiettivo è andare “avanti con i provvedimenti importanti scritti nel contratto di governo che servono al Paese”.
13/06/2019

Come prenotare una visita. E ottenerla nei tempi giusti

Corriere Salute, 13/06/2019
Maria Giovanna Faiella
Liste di attesa troppo lunghe, che non permettono di rispettare i tempi massimi stabiliti dai codici di priorità, e liste addirittura bloccate, che non permettono nemmeno di fissare l’appuntamento. Sono tra i disagi più frequenti segnalati dai pazienti al numero di pubblica utilità «1500» del Ministero della Salute, attivato nel mese di ottobre 2018. In circa otto mesi, oltre 16.500 cittadini hanno usato la linea diretta sulle liste di attesa per denunciare disservizi e chiedere informazioni sulle tutele previste dal nuovo Pngla, «Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2019-2021».
12/06/2019

“L’Europa non considera la crisi”. Il Mef prova a evitare la correzione

Il Messaggero, 12/06/2019
Luca Cifoni
Una correzione anche limitata dei conti, poco più che simbolica. A questa richiesta della Commissione europea il ministro Tria continua a resistere, proponendo “un compromesso basato sulla riduzione del deficit che sarebbe già in atto in modo spontaneo.  Riduzione che permetterebbe all’Italia di rispettare le regole europee se Bruxelles accettasse il punto di vista italiano a proposito delle condizioni cicliche in cui si trova l’economia.  Il problema è che la UE ritiene che l’Italia si trovi in un momento di “congiuntura normale” e dunque debba fare uno sforzo maggiore. All’interno della maggioranza nessuno è disposto, oggi, ad ammettere l’eventualità di una manovra correttiva. Se questo veto dovesse cadere, lo strumento potrebbe essere l’assestamento di bilancio con misure per il 2020 che ottengano effetto fin dall’anno in corso.
12/06/2019

Risultati positivi per l’edizione 2018 di DiaDay: l’iniziativa ha scoperto 5 mila soggetti diabetici

Quotidiano di Sicilia, 12/06/2019
Grazie alle oltre 5.000 farmacie che nel novembre 2018 si sono impegnate gratuitamente nell’iniziativa di screening, abbiamo scattato una fotografia del diabete in Italia. Abbiamo monitorato quasi 130mila persone in pochi giorni, permettendo a quasi 5.000 soggetti di venire a conoscenza di essere affetti dalla patologia. Possono curarsi e evitare complicanze. Un vantaggio per i malati, ma anche per il SSN perché il diabete costa esponenzialmente di più man mano che progredisce. A ricordare questi dati è Marco Cossolo, presidente Federfarma.
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