Edicola

19/02/2020

Allarme globale sulla carenza di farmaci

Il Sole 24 Ore, 19/02/2020
S.Car.
Il presidente della Camera di Commercio dell'Unione Europea in Cina, Joerg Wuttke, lancia l’allarme sul rischio carenza farmaci legato alla diffusione del Covid-19. Tutto dipende dalla celerità con cui saranno risolti i problemi delle «supply chain» chimico-farmaceutiche, visto che in Cina si producono gran parte dei principi attivi essenziali per la produzione di una vasta serie di farmaci, dagli antibiotici agli antidolorifici, dalle medicine contro il diabete agli antiretrovirali per Hiv. Secondo Wuttke, le ultime misure draconiane prese da Pechino, come la quarantena obbligatoria per chiunque giunga dall'estero, stanno peggiorando i problemi delle catene produttive, ostacolando l'arrivo di esperti che potrebbero aiutare la ripresa produttiva.
19/02/2020

«La cura al plasma? Attenti alle notizie false»

Corriere della Sera, 19/02/2020
Margherita De Bac
Alcuni ricercatori cinesi descrivono il caso di un paziente sopravvissuto al Covid-19 grazie a iniezioni di plasma appartenente a persone colpite dalla stessa infezione, dunque ricco di anticorpi capaci di difendere in seconda battuta. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, invita alla prudenza: “Un farmaco come questo richiede un certo numero di individui che abbiano superato la malattia ed è quindi una risposta in questo momento contestuale alla Cina”. Diverso è provare terapie già validate ma impiegate per altre infezioni come si sta facendo con i tre pazienti ricoverati allo Spallanzani, trattati con degli antivirali secondo le indicazioni delle linee guida internazionali dettate dall’Organizzazione mondiale della sanità.
19/02/2020

Il virus perde forza?

Corriere della Sera, 19/02/2020
Guido Santevecchi
II portavoce del ministero degli Esteri di Pechino ha comunicato in videoconferenza stampa che negli ultimi giorni sono stati dimessi dagli ospedali 1.701 pazienti, curati e guariti. Il totale dei contagiati dal Covid-19 rimasti indenni sono 12.552. Altro dato positivo: in Cina, fuori dallo Hubei, lunedì solo 79 casi confermati di contagio, quattordicesimo giorno consecutivo di declino nel numero degli infetti. Il Centro per il controllo delle epidemie ha pubblicato uno studio secondo cui l'80% dei contagiati ha avuto sintomi lievi. Un'indagine su oltre 40 mila pazienti, campione rilevante. Problemi gravi, come la polmonite virale, sono stati individuati solo nel 14% dei casi, malattie critiche nel 5%.
18/02/2020

Solo il 50% completa le terapie: un costo evitabile per la sanità

Il Sole 24 ore, 18/02/2020
Federico Mereta
Il problema della mancata aderenza alla terapia è particolarmente sentito nelle malattie croniche.  Secondo il Ciat, Comitato italiano per l’aderenza alla terapia, solo la metà dei cronici si cura con costanza e la percentuale si riduce negli anziani: solo il 57% dei pazienti aderisce ai trattamenti antipertensivi, il 63,4% alle terapie per la cura del diabete, solo un depresso su quattro assume regolarmente i medicinali. La non aderenza alle terapie è un grave problema economico e sociale perché comporta maggior rischio di complicanze e maggiori costi ospedalieri. In USA la non aderenza alle terapie ha un costo stimato di 290 miliardi di dollari all’anno per spese evitabili.
18/02/2020

Dalla farmaceutica al territorio spunta il decreto per la salute

Il Sole 24 ore, 18/02/2020
Marzio Bartoloni, Barbara Gobbi
Potrebbe essere portato in Consiglio dei Ministri entro due o tre settimane  un decreto Sanità dove inserire le misure più importanti del Patto per la salute siglato tra Governo e Regioni a fine anno.  Il provvedimento potrebbe contenere norme sulla revisione dei tetti di spesa per la farmaceutica (con riequilibrio tra spesa convenzionata e quella per acquisti diretti) e  uno “sconto” sul pay back farmaceutico a carico delle aziende (ultimo braccio di ferro sul calcolo in quanto dal 2019 scatta un nuovo meccanismo di calcolo dei ripiani, meno complicato).  Le Regioni osservano che spostare 700 milioni di euro dalla spesa convenzionata all’ospedaliera significherebbe caricare sulle spalle dei governatori circa 350 milioni, cioè la metà della cifra, e chiedono che tale misura sia incardinata in   un progetto complessivo. Altro tema importante la continuità delle cure:  oggi mancano le reti assistenziali sul territorio tanto che si registra il fenomeno della opposizione alle dimissione dall’ospedale di pazienti che non sanno dove andare a farsi curare
18/02/2020

Coronavirus, il decalogo anti-infodemia del ministero e ISS

Sanità24.ilsole24ore.com, 18/02/2020
Red. San.
Dieci punti fermi per curare l’"infodemia" legata al Sars-Cov-2. A mettere a punto il manifesto, che ha l’adesione di ordini professionali medici, società scientifiche e associazioni professionali oltre che della Conferenza Stato-Regioni, sono l’Istituto superiore di Sanità (Iss) e il ministero della Salute, che lo mettono a disposizione sui propri siti a chiunque voglia diffonderlo. «L’impegno per prevenire l’epidemia da Sars-Cov-2 passa anche attraverso i comportamenti, che devono essere basati su informazioni corrette. Oggi il virus non circola nel nostro Paese, ma seguire le misure raccomandate, a partire dal lavaggio delle mani, ci aiuta a prevenire questa e anche altre patologie infettive – commenta il Presidente dell’Iss  Silvio Brusaferro -. Questo decalogo rappresenta anche un bell’esempio di come istituzioni e professionisti garantiscano risposte unitarie a una possibile minaccia per la nostra salute». Federfarma è tra le istituzioni che aderisce all’iniziativa.
17/02/2020

Cina, 60 milioni ai domiciliari. “Xi sapeva tutto dal 7 gennaio”

Il Mattino, 17/02/2020
Michelangelo Cocco
La leadership cinese era al corrente della diffusione del morbo almeno due settimane prima dell’annuncio ufficiale della sua trasmissione tra esseri umani. La notizia è stata rivelata dal giornale ufficiale del Partito, che ha pubblicato un discorso pronunciato in questi ultimi giorni da Xi durante una riunione del Comitato dell’Ufficio politico.  Xi ha assicurato che l’obiettivo di “una società moderatamente prospera” entro il 2021 resta alla portata del Paese  e accusato le autorità locali di non aver attuato le direttive provenienti da  Pechino. Si inaspriscono le restrizioni per combattere l’epidemia nella provincia dell’Hubei (che concentra l’80% dei contagiati e il 96% dei decessi). Xi ha anche affermato la necessità di un coordinamento stretto e di scambio di informazioni per combattere il virus, sia all’interno del Paese che con la comunità internazionale.
17/02/2020

La crociata di Trump contro i prezzi bassi dei medicinali

La Repubblica – Affari e Finanza, 17/02/2020
Anna Lombardi
Un recente studio della Casa Bianca accusa i governi stranieri di approfittare slealmente delle ricerche farmaceutiche statunitensi, tenendo artificialmente bassi i prezzi delle medicine made in USA. Il risultato – scrive la ricerca – è un rallentamento dell’innovazione, un calo della competitività e un aumento dei prezzi nel luogo dove quei farmaci sono stati scoperti. Nel 2001 un farmaco americano in Europa costava il 51% del prezzo originale, oggi costa il 32%.   Inoltre farmaci che costano migliaia di dollari in Europa vengono forniti gratuitamente ma solo negli ospedali pubblici e questo impedirebbe la competitività perché il venditore non può  fornire i suoi prodotti a nessun altro.  Secondo alcuni  la differenza di costo dipende invece dalle assicurazioni sanitarie  obbligatorie.
16/02/2020

“Epidemia in Africa? Il caldo può essere nostro alleato”. Intervista a Stefano Vella

Il Messaggero, 16/02/2020
Graziella Melina
Le preoccupazioni dell’OMS che l’epidemia arrivi in Africa – dove finora è risultata positiva una sola persona -  si basano sul fatto che se l’epidemia colpisce Paesi dove i sistemi sanitari sono deboli, contenere il virus e curare i malati può essere un problema. Stefano Vella, ex direttore del Centro Nazionale per la Salute globale e docente all’Università Cattolica di Roma, dubita che ci sia una epidemia in Africa: se ci fosse andrebbe aiutata con i mezzi diagnostici messi a punto dai cinesi. Nel mondo l’influenza ha contagiato più di un miliardo di persone e anche l’influenza – come il coronavirus- causa polmonite virale che può essere fatale. Per fortuna abbiamo un vaccino grazie al quale l’influenza causa meno morti di quel che potrebbe perché la letalità, senza vaccino, è superiore a quella del coronavirus.
15/02/2020

Made in Italy. Alimentare farmaci e moda trainano l’export 2019. La meccanica bloccata dall’epidemia

Il Sole 24 ore, 15/02/2020
Luca Orlando
A dicembre, come per l’intero anno 2019, sono alimentari, abbigliamento e soprattutto farmaci a tirare la volata all’export, permettendo al made in Italy di chiudere l’anno in crescita del 2,3%, un risultato non banale nel contesto globale. La farmaceutica supera i 30 miliardi, aggiungendo 6,6 miliardi al bilancio del made in Italy.
15/02/2020

Sanità, la lezione del virus

Corriere della Sera, 15/02/2020
Sergio Harari
La Cina ha risposto all’emergenza con qualche ritardo iniziale ma con una efficienza che nessun altro Paese avrebbe potuto mettere in campo. Immediata la reazione dei ricercatori. Praticamente sigillata una citta più grande  e popolosa della Lombardia. Costruito un ospedale in 10 giorni. Cosa succederebbe se una epidemia colpisse un paese europeo o americano o, peggio ancora, africano? In Italia impieghiamo anni per realizzare i prefabbricati per i terremotati e l’isolamento del vuirus allo Spallanzati è stato ottenuto grazie alla passione più che agli investimenti
Sergio   Harari – pneumologo e ricercatore   - osserva che se dobbiamo trarre una lezione da questa tragedia dobbiamo sviluppare una strategia di investimenti nel SSN: la costituzione di due differenti Ministeri, uno per l’Istruzione e l’altro per la Ricerca e l’Università, puo’ essere un primo passo “che speriamo faciliti politiche con conseguenti finanziamenti adeguati e continuativi, che però devono arrivare. Da subito.”
14/02/2020

"Il reddito aiuta il Pil dell’Italia" Ma siamo ultimi per crescita nella Ue

La Stampa, 14/02/2020
Marco Bresolin
L'Italia si conferma ultima nella classifica della crescita dei Paesi europei. La Commissione Ue stima che nel 2020 il Pil crescerà soltanto dello 0,3%. La previsione è stata rivista al ribasso, poiché in autunno era pari allo 0,4%. E il prossimo anno non dovrebbe andare oltre lo 0,6% (contro lo 0,7% pronosticato pochi mesi fa). L'unica “consolazione” per il governo, in particolare per la componente 5 Stelle, è legata al reddito di cittadinanza, che secondo i tecnici Ue sta dando un sostegno alla crescita, seppur moderato.
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