Farmacie evitano accessi al pronto soccorso. A Palermo l’incontro dei farmacisti europei Pgeu

20/09/2022 09:08:46
“Siamo professionalmente in grado di svolgere molti altri servizi, purché ne sia garantita la sostenibilità”. È quanto dichiarato da Roberto Tobia, presidente del Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU), riferendosi a vaccini e tamponi eseguiti in farmacia in occasione della pandemia.
L'incontro del PGEU, che si è svolto a Palermo il 17 settembre su iniziativa dell'Agifar e con il patrocinio di Federfarma e dell'Ordine dei Farmacisti del capoluogo siciliano, è stato l'occasione per ricordare che, tra medici di medicina generale, guardie mediche e le 19mila farmacie presenti capillarmente sul territorio, più della metà degli accessi al pronto soccorso potrebbe essere evitato. In particolare, nell'ambito delle farmacie, riconosciute come presidio di prossimità integrato nel Servizio Sanitario Nazionale, “l'Italia è pronta ad introdurre i servizi svolti in Europa”, come ha spiegato Tobia, sottolineando che in quasi tutti i Paesi europei le farmacie svolgono molti più vaccini e test rapidi che nel nostro paese.
Eppure, le farmacie italiane sono state le seconde a vaccinare dopo quelle francesi e ora che anche il vaccino antinfluenzale è una realtà acquisita, i farmacisti puntano alla somministrazione del bivalente contro il COVID-19. Del resto, “l'ottima risposta e il gradimento manifestato dai cittadini, confermano che la farmacia italiana è pronta a gestire altri servizi”, come ha evidenziato Eugenio Leopardi, presidente Utifar.
La norma di partenza per allargare i servizi disponibili in farmacia c'è già, ha ricordato Luigi D'Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti, ed è il decreto di riforma della medicina territoriale. “Il principio è quello di garantire la continuità territoriale attraverso vaccini, test, tamponi, controllo dell'aderenza alla terapia e indicazione di corretti stili di vita”. Paolo Levantino, presidente dell'Agifar Palermo, ha suggerito che “l'assistenza può' essere migliorata fornendo servizi diagnostici usando i test 'Point of Care', come già realizzato nelle farmacie europee”.

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