Alzheimer, scoperte 42 nuove regioni del Dna collegate alla malattia

06/04/2022 08:05:49
Sono 42 le regioni del Dna che non erano mai state collegate prima d’ora al rischio di Alzheimer e che oggi, invece, potranno aprire la via alla ricerca di nuove terapie. La scoperta è arrivata dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Genetics e coordinato da Istituto nazionale francese per la ricerca su salute e medicina (Inserm), Università di Lille, Istituto Pasteur e Ospedale Universitario di Lille, cui hanno partecipato anche moltissimi atenei e centri di ricerca italiani, fra i quali le Università di Firenze, Milano e Milano-Bicocca, Bari, Perugia, Torino, Irccs Fondazione Santa Lucia e Policlinico Gemelli.
 
Oltre all’accumulo nel cervello della proteina beta-amiloide e alla degenerazione della proteina Tau, due processi associati da tempo all’insorgere dell’Alzheimer, i risultati hanno posto l’attenzione anche su disfunzioni innate del sistema immunitario e della microglia (cellule immunitarie che svolgono il ruolo di spazzini del sistema nervoso centrale), così come su molecole implicate nella risposta infiammatoria dovuta a lesioni dei tessuti.
 
In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050), con forte impatto sia economico che sociale. Alla luce di queste stime, Federfarma ha avviato un confronto con Federazione Alzheimer, organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l'assistenza per le demenze, al supporto e al sostegno delle persone con demenza e dei loro familiari. Le farmacie, grazie alla loro presenza capillare sul territorio e alla disponibilità e professionalità dei farmacisti che vi operano, possono svolgere un’utile funzione di supporto e orientamento a favore dei pazienti e dei loro famigliari.

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