Anziani, in 2 milioni esposti a interazioni per abuso di farmaci. Prime linee guida dalle società scientifiche di geriatria

07/12/2021 08:51:55
In Italia un anziano su 4 è a rischio di reazioni avverse da farmaci, 1 su 10 li assume in maniera inappropriata o per un tempo più lungo del necessario. Così almeno 2 milioni di anziani sono esposti a interazioni potenzialmente molto gravi con un aumento del rischio di ricoveri e di mortalità, errori di assunzione e diminuzione dell’aderenza terapeutica. A ricordarlo sono le nuove Linee Guida intersocietarie per la gestione della multi-morbilità e poli-farmacoterapia, presentate in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) e sviluppate dalla SIGG in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), la Società Italiana di Farmacologia (SIF) e la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti Medicina Interna (FADOI).
 
Obiettivo delle linee guida è ‘prescivere meglio per prescrivere meno’, sulla base di una revisione annuale delle cure che potrebbe diminuire di almeno il 20% il rischio di eventi avversi ed eliminare almeno un farmaco non appropriato, a volte doppione terapeutico, migliorando la qualità di vita del paziente. Le nuove Linee Guida danno indicazioni semplici e chiare per migliorare l’adeguatezza prescrittiva e ottimizzare le terapie in tutti gli over 65, ma anche sei regole che tutti i pazienti dovrebbero seguire per non fare errori e limitare il carico di farmaci.
 
“La poli-terapia, ovvero l’assunzione di 5 o più farmaci, che nel nostro Paese riguarda il 75% degli over 60 o le terapie prolungate nel tempo senza indicazione, possono comportare pericoli e un grave spreco di risorse”, spiega Francesco Landi, presidente SIGG. “Si stima – aggiunge - che almeno 2 milioni di anziani sperimenti il rischio di eventi avversi gravi per colpa delle interazioni fra farmaci prescritti”. Le numerose esperienze cliniche condotte negli ultimi anni confermano che è possibile ridurre il carico di farmaci eliminandone almeno uno, senza conseguenze sulla salute dei pazienti.

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