Amazon Pharmacy, Tobia: “Per ora non ci riguarda, ma aspettiamo incontro con il ministero per monitorare"

27/11/2020 09:06:43
Lo sbarco di Amazon Pharmacy sul mercato on line statunitense non è passato inosservato in Europa e, tantomeno, in Italia dove non è consentita la vendita online di  farmaci che necessitano di ricetta medica. “In Italia è possibile l'e-commerce per i farmaci senza obbligo di prescrizione (Sop) e i farmaci da banco (Otc), in esercizi presenti in un apposito elenco disponibile sul sito del Ministero”, chiarisce il segretario di Federfarma, Roberto Tobia in una intervista su iFarma. “Questo, per adesso, ci mette al riparo, ma dobbiamo monitorare attentamente visto che la vendita on line di farmaci con ricetta medica può essere molto dannosa per la salute dei cittadini. Discorso diverso – avverte Tobia – se parliamo di vendite on line di farmaci senza ricetta da parte di farmacie aventi il logo comunitario”.

“Acquistando medicinali da una farmacia on line che mostra il bollino – aggiunge Tobia - si può essere certi della massima qualità del prodotto, poiché ogni passaggio della catena di approvvigionamento è debitamente controllato. Se il venditore online da cui si sta per effettuare l’acquisto espone il Logo Identificativo, è facile verificarne l'attendibilità: basta cliccare sul logo e si verrà rinviati al sito web del Ministero della salute dove è possibile controllare se il venditore online è registrato nell’elenco di quelli autorizzati”.

Ma si può fare di più. “Credo che un passaggio fondamentale in questo senso – precisa ancora Tobia - possa essere rappresentato dal fascicolo sanitario elettronico e dal dossier farmaceutico. Se dovessimo riuscire, come Federfarma sta cercando di fare, ad ottenere che su tutto il territorio nazionale la farmacia sia autorizzata ad aggiornare il Fascicolo sanitario elettronico, faremmo un grande passo in avanti nella tutela della sicurezza per il cittadino. L’obiettivo che perseguiamo sia a livello europeo che italiano è la difesa del diritto alla salute, bene sancito dalla Costituzione”.
Intanto, il Parlamento europeo ha chiesto maggiori sforzi per rimuovere i prodotti non sicuri dal mercato dell'UE e per adattare le norme sulla sicurezza dei prodotti nell'era digitale. La risoluzione sul tema in questione è stata adottata nei giorni scorsi con 688 voti favorevoli (otto contrari e un'astensione).

I deputati sottolineano che tutti i prodotti che circolano all'interno dell'UE devono rispettare le norme sulla sicurezza dei prodotti - fabbricati all'interno o all'esterno dell'UE - al fine di assicurare una concorrenza più equa tra le aziende, garantire la tracciabilità e fornire informazioni affidabili sui prodotti ai consumatori. Esortano le piattaforme e i mercati online ad adottare misure proattive per contrastare le pratiche fuorvianti. I deputati insistono sul fatto che, se le norme dell'UE non vengono rispettate, i prodotti rischiosi per la salute che contengono sostanze chimiche pericolose o che hanno un software non sicuro, devono essere richiamati dal mercato dell'UE e che il sistema di sorveglianza del mercato deve essere migliorato. Sottolineano inoltre che è fondamentale adattare le norme sulla sicurezza dei prodotti alla transizione digitale.
Rossella Gemma

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