Pandemia, gli scenari della fase 3 nel dossier Iss-minSal. Cossolo: “Supporto al Ssn con telemedicina”

10/08/2020 10:13:10
Un dossier riservato stilato dagli esperti dell’ISS e del ministero della Salute, analizza quanto potrà accadere in autunno in Italia, in caso dovesse arrivare una seconda ondata di Coronavirus. Si parla della riapertura delle scuole, che potrebbe far salire la curva epidemiologica: l’indice di contagio RT crescerebbe dello 0,4 soltanto con il ritorno in classe. Ne scrive il ‘Corriere della Sera’ che elenca i tre possibili scenari per la fase 3 e i cinque interventi già studiati.
Sulla questione e sui possibili scenari, è intervenuto anche il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, che in una lunga intervista a Filodiretto, ripercorre le fasi del lockdown e spiega come le farmacie abbiano reagito bene alla prima fase dell’emergenza sanitaria, garantendo la dispensazione dei farmaci e degli altri prodotti sanitari necessari ai cittadini e svolgendo nei loro confronti un’importante funzione di supporto e orientamento.

“Le farmacie – precisa Cossolo - sono riuscite addirittura a potenziare il servizio, non solo ampliando gli orari di apertura e  implementando la consegna a domicilio di medicinali e presidi sanitari, ma anche dando attuazione a innovazioni sul fronte digitale, come la consegna di farmaci senza promemoria cartaceo con la sola presentazione da parte del cittadino del Numero della Ricetta Elettronica tramite strumenti informatici”. Cossolo ricorda che le farmacie “hanno supportato i cittadini e le ASL con la dispensazione di farmaci normalmente erogati in distribuzione diretta dai presidi pubblici, riducendo notevolmente gli spostamenti e i rischi di assembramento. Sono quindi pronte a dare il proprio contributo anche nella cosiddetta fase 3, facendo tesoro dell’esperienza del periodo del lockdown e della fase 2”.

In particolare, Cossolo conferma che le farmacie “assicurano fin d’ora la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni sanitarie sul fronte delle indispensabili  campagne di prevenzione e screening e dell’erogazione di servizi di telemedicina, fondamentali per consentire il monitoraggio di soggetti fragili e a rischio, evitando spostamenti e disagi derivanti dal ricorso a ospedali e ambulatori pubblici. Chiedono che venga implementata l’attività di distribuzione in farmacia dei medicinali normalmente erogati direttamente dalle strutture pubbliche, per dare modo a tutti i malati, con particolare riferimento a quelli oncologici che assumono terapie a domicilio, di curarsi in modo adeguato e non dover sospendere le terapie, con gravi rischi per la propria salute”.

“Anche nella Fase 3 – ribadisce il presidente Fedederfarma - le farmacie vogliono essere un punto di prossimità e di riferimento essenziale per le persone e dare il proprio contributo al superamento delle disuguaglianze. Auspicano – continua - che il Ministero della salute e le Regioni tengano conto della loro disponibilità e vogliano investire nel servizio offerto da questi 19.000 presidi presenti in modo capillare sul territorio per rispondere in modo adeguato alla domanda di salute nell’attuale contesto di persistente emergenza sanitaria”.
Rossella Gemma

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