Certificazione della guarigione da Covid-19, esperti frenano su linee guida Oms

24/06/2020 09:19:06
Non convincono pienamente virologi e immunologi le nuove linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) sulla certificazione della guarigione da Covid-19, in base alle quali non sono piu' necessari 2 tamponi negativi a distanza di 24 ore e bastano 3 giorni senza sintomi.
In  molti, tra  i quali Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, invitano infatti alla prudenza ed a mantenere almeno  per il momento il doppio tampone. Anche perche', fanno presente vari esperti, l'indicazione dell'Oms e' generale e si riferisce pure a paesi il cui sistema sanitario, piu' debole, non puo' garantire questo esame.
Intanto, sempre dall'Oms in questi giorni al centro delle polemiche, arriva una buona notizia: sebbene i dati siano ancora preliminari, la recente scoperta che lo steroide desametasone ha un potenziale salvavita per i pazienti di Covid-19 in condizioni critiche "ci ha fornito un motivo per festeggiare", ha detto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. La prossima sfida, ha aggiunto, "e' aumentare la produzione e distribuire rapidamente ed equamente il desametasone in tutto il mondo, concentrandosi su dove e' maggiormente necessario".  L'Oms ribadisce, inoltre, che il virus SarsCov2 non e' mutato: "Abbiamo a disposizione 49.000 sequenziamenti genetiche del virus ma non abbiamo visto ancora mutazioni" e "non osserviamo alcuna variazione nella trasmissione, nella letalita' o nell'impatto delle terapie".
Quanto invece alle nuove linee guida, il  dibattito resta acceso. In attesa delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, al quale il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto un approfondimento, "e' opportuno continuare a ripetere i tamponi ogni 24 ore"  ha rilevato Ricciardi. Critico pure il direttore del dipartimento Medicina molecolare e virologica dell'Universita' di Padova Andrea Crisanti, che giudica il cambio di linee guida dell'Oms sui tamponi "sicuramente un altro elemento di confusione". Tutti questi messaggi che "mancano di coerenza - avverte - lasciano mondo scientifico e sanita' pubblica con un po' di sconcerto".

L' affermazione, "forse fatta per andare incontro a paesi in via di sviluppo, andava qualificata, perche' ci si chiede, ora, cosa debbano fare i vari governi". Sulla stessa linea il virologo dell'Universita' di Milano Fabrizio Pregliasco, secondo il quale in questo momento, vista soprattutto la situazione di fanalino di coda della Lombardia rispetto ad una presenza importante nella comunita' del virus, "e' opportuno continuare con questa scelta piu' restrittiva dei due tamponi, valutando nel tempo un'adesione" alle linee guida dell'Oms. Indice puntato, anche secondo Pregliasco, sulla "grande difficolta' dell'Oms a mediare aspetti scientifici con aspetti politici". Chiede chiarimenti Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'Universita' di Pisa, precisando che "ci sono tamponi che risultano positivi ma con carica molto bassa, per cui quelle persone non sono contagiose. Oggi - afferma - abbiamo  cittadini che sono 'prigionieri' del tampone pur con una lieve positivita'". Da qui l'invito a "fare un tavolo tecnico per decidere norme precise", considerando che le linee guida Oms vanno applicate "Paese per Paese". 

“Arrivati a questo punto dell'epidemia, afferma anche Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri, non basta piu' avere il tampone positivo al virus SarsCov2, ma bisogna quantificare la positività. I tamponi fatti ora nelle persone positive senza più sintomi, chiarisce, hanno infatti una quantità di materiale virale così bassa da non poter contagiare altri".

Insomma, posizioni discordanti - quelle dell'Oms e di vari esponenti del mondo scientifico -  che di certo non aiutano a fare chiarezza. Ne è convinta la Fondazione Gimbe, che stigmatizza, in generale, il disaccordo pubblico tra esperti in tema di coronavirus . E'  questo un aspetto, afferma, che "disorienta la popolazione e genera pericolose fake news".

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