Dpc, Convenzione e remunerazione, il presidente Cossolo fa il punto sui temi cardine per la categoria

16/06/2020 09:15:19
Restano fermi per il prossimo futuro sindacale i temi su cui, in questi ultimi anni, la dirigenza di Federfarma ha spinto maggiormente: Dpc, Convenzione e nuova remunerazione.

A ribadirlo è stato il riconfermato presidente di Federfarma, Marco Cossolo, intervenendo nella video intervista di CosmofarmaExibition sulla pagina Facebook della kermesse dei farmacisti.

“Bisogna rendere obbligatoria la dpc e non legarla, come è stato fatto in questo periodo, alla sola emergenza, precisa.  I tempi sono maturi per andare in questa direzione, e dobbiamo quindi confrontarci con le Regioni per negoziare una soluzione sostenibile per tutti”.

Poi Convenzione e remunerazione. “A breve ricominceremo con le trattative”, assicura Cossolo. “Nella prima, sono 5 i punti su cui non abbiamo trovato condivisione nonostante siano fondamentali, mentre circa la remunerazione, ancora più vitale della convenzione perché rende sostenibile la farmacia, bisogna assolutamente trovare la quadra altrimenti le farmacie italiane diventeranno dei drugstore stile americano”.

Intenzione del ministro della Salute, avverte Cossolo, quella di attivare due tavoli sul mondo della farmaceutica: pay back e, appunto, remunerazione. Poi, un accenno da parte del presidente di Federfarma anche ad una nuova strategia di comunicazione del sindacato per fare in modo che “i decisori politici tengano sempre più in considerazione il mondo della farmacia”.

Ospite della video intervista di CosmofarmaExibition, anche il presidente della Fofi, Andrea Mandelli che si è soffermato sul tema dell’assistenza territoriale. “La chiave di volta – dice – resta la farmacia dei servizi che è il mezzo a nostra disposizione per dare il contributo necessario nella presa in carico dei cronici. Bisogna spingere, quindi, un po’ l’acceleratore sulle vaccinazioni in farmacia, ad esempio. C’è bisogno di valutare le esperienze di chi questi passaggi li ha fatti, come la Francia”. Poi una precisazione, “I farmacisti non devono essere dei medici bonsai, ma gli attori di un protocollo condiviso per gestire alcune patologie insieme ai medici di Mmg”.

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