Foto social dopo cesareo senza medicazioni, moda preoccupa

11/07/2019 17:09:41
Li chiamano 'C-section selfies', cioè selfie post cesareo, e in Gran Bretagna preoccupano infermiere e ostetriche. Sono infatti delle foto in cui le neo mamme, dopo aver affrontato l'intervento, si mostrano rimuovendo le medicazioni per la ferita, ma togliendola troppo presto rischiano di contrarre un'infezione. Dal momento che questo comportamento sembra essere sempre più diffuso,dall' Hull University Hospitals NHS Trust il personale sanitario solleva l'attenzione sul tema invitando le donne a non farlo.

Spesso questo serve a mostrare agli altri il bambino appena nato oppure per un confronto con altre neo mamme. Circa un quarto delle nascite nel Regno Unito sono effettuate ogni anno con taglio cesareo - più di 150.000. I chirurghi eseguono un taglio di 10-20 centimetri sul fondo dell'addome e tirano fuori il bambino.Questo lascia una ferita che deve essere cucita e chiusa e può richiedere alcune settimane per guarire.

«Siamo sempre più preoccupati - spiega la coordinatrice del gruppo Hey Baby, Melanie Lee - per il numero di donne che stanno rimuovendo le medicazioni in modo da poter scattare fotografie e pubblicarle su Facebook. Le donne che hanno appena partorito e quelle che hanno appena subito un intervento chirurgico sono già a maggior rischio di sviluppare un'infezione.Quindi è essenziale che le ferite rimangano coperte fino a quando un operatore sanitario non reputi sicuro rimuovere la medicazione».

Lee avverte che se le ferite da cesareo si infettano, ciò potrebbe portare a sviluppare la sepsi."Stiamo condividendo sempre di più sui social media e, a volte, le persone pubblicano queste immagini sulle loro pagine perché vogliono sapere se la ferita è normale- aggiunge Lee- ma devono rendersi conto che aumentano il rischio che si infetti se rimuovono la medicazione e queste infezioni potrebbero portare alla sepsi". In caso di dubbi dopo un cesareo ci si può sempre risolvere secondo l'esperta al medico di base o all'ostetrica. (ANSA)

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