Farmaceutica, la fotografia del Censis: per aziende grosso gap fra reputazione e valore

11/07/2019 14:44:47
Cittadini non del tutto convinti delle aziende del ‘pharma’. Esisterebbe ancora un grosso gap fra la reputazione che godono e il loro reale valore economico, industriale e di innovazione. Nonostante si tratti di uno dei settori che più spingono economia, occupazione e innovazione scientifica, nell'immaginario collettivo di molti prevale ancora un'idea dai tratti critici.

A scattare la fotografia è un'indagine Censis (basata su un'analisi qualitativa con testimoni privilegiati, completata da quella di un campione rappresentativo di 1.500 italiani) presentata al convegno 'Da 60 anni insieme, per la vita', organizzato al Lilly Campus di Sesto Fiorentino in occasione del sessantesimo anniversario dell'arrivo di Eli Lilly in Italia.

I dati dicono che, se il 41% degli italiani riconosce il valore del prodotto nel migliorare la salute dei pazienti, il 37% ritiene che a prevalere sia la ricerca del profitto da parte delle aziende farmaceutiche. C'è inoltre un'ampia quota di cittadini (il 21%, che sale al 29% tra coloro che hanno un titolo di studio inferiore) che non è in grado di esprimere un giudizio perché poco informata sul tema. Il 45% incolpa le aziende per i prezzi elevati e la scarsa accessibilità ai nuovi farmaci e solo il 33% considera l'industria farmaceutica positiva grazie al ruolo di primo piano in ricerca e innovazione.

"Dallo studio sulla reputazione delle aziende farmaceutiche – spiega Concetta M. Vaccaro, responsabile Area salute e welfare della Fondazione Censis - è emersa una immagine sociale polarizzata, confermata anche dai risultati di una indagine sulle opinioni degli italiani, in cui è ampiamente presente il riconoscimento del valore sociale delle aziende, che fatica però a diventare prevalente e rimane sullo sfondo di una connotazione in cui prevalgono le dimensioni critiche. Il vulnus reputazione è di tipo culturale ed è legato al 'lucrare sulla salute', ma è anche motivato dalle carenze di comunicazione sul ruolo delle aziende nella lotta alle malattie e nella ricerca, i cui elementi distintivi rimangono sconosciuti ai più". La sfida più grande, secondo gli addetti ai lavori, per uscire dall’empasse è far sì che l'innovazione diventi una reale opportunità per migliorare la qualità della vita del maggior numero possibile di pazienti.
 

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