Nuovo Patto per la Salute, via super ticket ma resta incognita su fondo

07/06/2019 09:25:37
Via il super ticket di 10 euro che pesa sulle tasche di molti italiani e sì a una revisione della compartecipazione alla spesa sanitaria basata sul reddito familiare. Ma le future risorse per la sanità potrebbero esser messe in discussione da "eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e a variazioni del quadro macroeconomico". E' quanto prevede la bozza del nuovo Patto per la Salute.

I 19 articoli del testo inviato dal Ministero alle Regioni ridefiniscono le linee che indirizzeranno la sanità nei prossimi anni. Ma quello su cui non possono offrire certezze è l'effettiva disponibilità delle risorse per il Fondo Sanitario Nazionale (Fsn), previsto, secondo l'ultima Manovra, di 116,4 miliardi per il 2020 e a 118 miliardi nel 2021. L'aumento di 2 miliardi in più per il 2020 e 1,5 per il 2021 potrebbe esser modificato "in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e a variazioni del quadro macroeconomico".

“Esprimiamo la nostra preoccupazione per la possibilità che le previste risorse aggiuntive per il Patto per la salute (2 miliardi in più per il 2020 e 1,2 miliardi per il 2021), e che già avevamo sottolineato fossero insufficienti, possano essere tagliate a cause delle mutate condizioni finanziarie, e per il rischio di una manovra aggiuntiva che potrebbe vedere la luce dopo i richiami della Commissione UE”. A dichiararlo è Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Se da un lato ci rassicurano le dichiarazioni della Ministro”, ha proseguito, “è fondamentale dare delle certezze su queste risorse, poiché, come è sotto gli occhi di tutti, i continui definanziamenti del Servizio sanitario nazionale di questi anni hanno portato ad una situazione di enorme difficoltà per i cittadini in termini di prestazioni effettivamente erogate e di accesso, con una spesa privata in costante aumento. Così come si sono acuite le differenze tra le diverse aree del Paese, con un sud che sembra arrancare sempre più e aree interne che sembrano ineluttabilmente messe in secondo piano”.

“Il Fondo sanitario assorbe il 6,6% del Pil (rapporto tra spesa sanitaria pubblica e prodotto interno lordo nel 2018), ma tutta la filiera della salute produce complessivamente circa l'11% del Pil. E’ evidente, e lo sottolineiamo ancora una volta, che il SSN vada difeso come presidio fondamentale del nostro welfare, ma anche perché “fa bene” all’intero sistema Paese”.

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