Rapporto sulle farmacie italiane: presidi fondamentali ma spesso "dimenticate"

21/11/2018 09:21:18
Presenti ovunque e aperte quasi sempre, le farmacie in Italia giocano un ruolo di primo piano nel contribuire a far rispettare l’aderenza alle terapie e ben si prestano al quotidiano dialogo e ascolto, specie nei confronti di persone anziane e affette da patologie croniche, donne con minori o in dolce attesa. Tuttavia, quando si tratta di strutturare servizi in rete sul territorio vengono spesso "dimenticate": questo il principale paradosso che vivono oggi in Italia le farmacie, imprescindibili presidi del Servizio Sanitario Nazionale per capillarità e prossimità, escluse o poco integrate sia nel servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi) territoriale, sia nella Medicina di Gruppo nel territorio per l`erogazione di servizi alla collettività. Di fatto, stenta ancora a decollare il modello della Farmacia dei servizi, varato in Italia nel 2009. Per quanto riguarda le Aree Interne, solo nel 15% delle 72 Strategie di intervento nelle zone disagiate e lontane dai centri urbani presenti oggi in Italia compare un esplicito riferimento alle farmacie. Tuttavia, le farmacie delle aree interne erogano un servizio comparabile a quello delle altre farmacie, nonostante le oggettive difficoltà operative. In generale, si assiste a una diffusa attenzione da parte delle farmacie al tema dell`aderenza alla terapia.

E` questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dal Primo Rapporto annuale sulla Farmacia, elaborato su un quadro di 1275 farmacie che hanno partecipato all`indagine, di cui circa ¼ si trova nelle "aree interne". L`indagine, realizzata da Cittadinanzattiva e Federfarma, con il sostegno non condizionato di Teva, presenta anche due focus tematici: uno sul ruolo nella presa in carico delle persone con patologie croniche e il secondo sul ruolo della Farmacia nelle Strategie delle Aree interne del Paese. Nel 63% delle farmacie intervistate è presente il servizio Cup pubblico, mentre ci sono percentuali più ridotte per quanto riguarda il pagamento del ticket e ricezione e consegna dei referti. Nell`85% dei casi, il cittadino non paga nulla per il Servizio Cup in Farmacia; nel 14% paga tra 1 e 2 euro; solo 1% dei casi paga di più (3-5 euro). Sempre più frequentemente, inoltre, le farmacie erogano prestazioni analitiche di prima istanza, quali test ed esami diagnostici (78% dei casi), esami di secondo livello mediante dispositivi strumentali (64% dei casi), in misura ancora residuale servizi di telemedicina, eccezion fatta per la telecardiologia che è invece abbastanza diffusa. In generale, però, si registra uno scarso coinvolgimento delle farmacie da parte delle Asl. Ad esempio, solo il 7% delle farmacie viene coinvolto nell`erogazione dell`Assistenza Domiciliare Integrata, mentre è assolutamente residuale il coinvolgimento nelle diverse forme di Medicina di gruppo territoriale. Da ultimo, scarsamente presenti altre figure professionali come infermieri, fisioterapisti e psicologi, (dal 6 al 12%); quando ci sono, la loro presenza è spesso frutto di accordi stretti con i singoli professionisti e non con gli Ordini di riferimento.

In generale, si registra uno scarso coinvolgimento delle farmacie da parte delle Asl. Ad esempio, solo il 7% delle farmacie viene coinvolto nell'erogazione dell'Assistenza Domiciliare Integrata, mentre è assolutamente residuale il coinvolgimento nelle diverse forme di Medicina di gruppo territoriale. Da ultimo, scarsamente presenti altre figure professionali come infermieri, fisioterapisti e psicologi, (dal 6 al 12%). Quando ci sono, la loro presenza è spesso frutto di accordi stretti con i singoli professionisti e non con gli Ordini di riferimento.
Alle campagne di prevenzione e screening realizzate dalle Asl e Regioni partecipano la quasi totalità delle farmacie (87%). Tra le iniziative che le farmacie svolgono con maggiore assiduità, vi è sicuramente la promozione o quanto meno l'adesione ad iniziative di sensibilizzazione e informazione nei confronti di target specifici di popolazione: attività riscontrata dal 70% del campione. Queste iniziative sono promosse da Asl (31%), case farmaceutiche (28%) e Regioni (16%). Fanalino di coda sono quelle realizzate con organizzazioni civiche, con il 6%.

Nel 44% dei casi, la farmacia partecipa a progetti e iniziative a supporto dell'aderenza terapeutica per persone affette da patologie croniche, in particolare per patologie cardio-vascolari (73%), endocrine (67%), respiratorie (46%) e metaboliche (35%);  ruolo tutt'altro che secondario, tenuto anche conto che nel 90% i servizi svolti in tali iniziative non sono remunerati. Vengono, infatti, remunerati solo il 4% dalla Regione, il 4% dalla Asl, il 2% dalle case farmaceutiche. Trattasi, per lo più, di progetti e iniziative di supporto all'aderenza terapeutica nei quali, al pari delle farmacie, troviamo coinvolti soggetti quali Asl (38% dei casi), case farmaceutiche (38% dei casi), l'ente Regione (25%) e i Medici di Medicina Generale (15%). Si tratta principalmente di forme di tutoraggio alla persona (presenti nel 60% dei casi); di modalità di reminder per ricordare di assumere la terapia (41%).  Sono anche presenti strumenti innovativi per supportare l'aderenza terapeutica nelle patologie croniche (20%). Infine, tra i dati negativi, legati a oggettive difficoltà organizzative/logistiche cui sono soggette le farmacie che operano in zone disagiate, si segnala il -17% (rispetto al resto del Paese) per il servizio Cup, -14% per test e esami diagnostici, -6% per il coinvolgimento in campagne di prevenzione e screening. Sul tema dell'aderenza terapeutica invece le farmacie presenti in queste aree, nonostante le difficoltà, riescono a raggiungere lo stesso livello di quelle nel resto del Paese.
Rossella Gemma

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