Cronicità, un paziente su cinque rinuncia alle cure per motivi economici. Grande apprezzamento per i servizi offerti dalle farmacie sul territorio. Il Rapporto di Cittadinanzattiva

16/12/2021 08:33:30
Le criticità nell'accesso alla diagnosi e alla cura sono in crescita, aumentano anche i costi privati per un paziente cronico su due mentre uno su cinque rinuncia alle cure per motivi economici. Sono alcuni dei dati più allarmanti emersi dal XIX Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo “La cura che (ancora) non c’è”, presentato da Cittadinanzattiva e realizzato con il coinvolgimento di 64 associazioni di pazienti con patologia cronica e rara aderenti al CnAMC (Coordinamento nazionale Associazioni Malati cronici) e di circa 3000 pazienti. Nel Rapporto, circa tre associazioni su quattro denunciano la presenza di importanti differenze sul territorio, a livello nazionale e regionale, nella gestione dei pazienti.

Uno dei problemi più gravi concerne i costi necessari alla gestione della patologia, abitualmente sostenuti dai pazienti. Il 45% ha pagato per l'acquisto di parafarmaci e integratori non rimborsati, oltre il 40% per effettuare visite specialistiche in regime privato o intramurario, il 36% per la prevenzione terziaria, il 33% per effettuare esami diagnostici a pagamento. Un intervistato su due afferma che i costi sono aumentati rispetto al periodo pre-pandemia e uno su cinque è stato costretto a rinunciare ad alcune cure perché non poteva permettersele.  
La ricerca ha indagato anche il rapporto tra farmacie e pazienti cronici: dai dati emerge che i servizi maggiormente fruiti in farmacia sono il monitoraggio di parametri quali pressione o peso (71,0%), le preparazioni galeniche (60,2%), la prenotazione di visite ed esami (53,9%). Tra i Servizi meno conosciuti, fruiti solo da un paziente su due, troviamo i servizi di supporto all’ADI, la Telemedicina e il Teleconsulto, le campagne di prevenzione e/o individuazione fattori di rischio, la Ricognizione farmacologica e il supporto all’Aderenza alle terapie prescritte. I pazienti mostrano di apprezzare le opportunità offerte dalla più recente evoluzione della farmacia dei servizi: nel 63% dei casi gli intervistati sono favorevoli a rendere stabile il servizio di vaccinazione anti SARS-CoV-2 in farmacia oltre l’attuale fase sperimentale e si dichiara favorevole (65%) a coinvolgere le farmacie anche nella somministrazione di altre vaccinazioni per adulti quali antinfluenzale, zoster e pneumococco.

“I dati del rapporto confermano che la farmacia svolge un ruolo essenziale nella gestione del paziente cronico e indicano che dobbiamo impegnarci di più nel far conoscere servizi fondamentali come il monitoraggio dell’aderenza alla terapia o i servizi di telemedicina e teleconsulto” commenta il presidente di Federfarma Marco Cossolo. “Il grande apprezzamento espresso dagli intervistati per la somministrazione dei vaccini rappresenta un grande incoraggiamento a proseguire nell’attuazione del modello della farmacia dei servizi e a lavorare affinché quanto realizzato sulla spinta dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia sia messo a sistema e divenga strutturale sull’intero territorio nazionale”.

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