Ambulatori per ‘deprescrizioni’, Federfarma Piemonte: ruolo dei farmacisti insostituibile

11/03/2019 09:22:37
Federfarma Piemonte condivide le perplessità espresse dal Segretario della Fimmg piemontese, Roberto Venesia, sul progetto di “Deprescrizione e Riconciliazione Terapeutica (DeRT)” varato dalla ASL TO3 e recentemente avviato a Torre Pellice.

Le perplessità non riguardano l’esigenza di evitare inappropriatezze e spreco di risorse nell’assunzione dei medicinali, ma risiedono nel metodo che si intende utilizzare: il progetto, infatti, prevede che un medico ed un infermiere della ASL si facciano portare i medicinali assunti dall’assistito e “valutino” la correttezza del loro utilizzo in quantità e qualità, provvedendo all’eventuale aggiornamento delle terapie in corso.

Federfarma ritiene che tale attività non possa prescindere dalla partecipazione dei medici di medicina generale e delle farmacie che, anzi, dovrebbero essere gli unici soggetti ad espletarla: entrambi sono punti di riferimento dei cittadini sul territorio, i primi prescrivono i farmaci, le seconde li dispensano e forniscono le relative spiegazioni di utilizzo in sintonia e sinergia con i medici stessi, contribuendo così a porre i presupposti per favorire l’aderenza alle terapie, obiettivo primario da perseguire sia in termini di salute che di risparmio complessivo.

“Il progetto – si legge ancora nella nota di Federfarma Piemonte - così come descritto dai media, sembra andare invece nella direzione opposta: fare intervenire soggetti estranei a questo percorso (il medico ASL e l’infermiere), addirittura con il compito anche di sospendere l’utilizzo di alcuni medicinali, rischia di ingenerare confusione nell’utente, minare il rapporto fiduciario con il proprio medico curante e la farmacia e, in definitiva, nuocere alla sua salute”.
Non a caso, peraltro, il Ministero della Salute aveva raccomandato espressamente che l’avvio di tali attività sul territorio avvenisse “coinvolgendo gli studi/ambulatori dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di famiglia (PdF) e le Farmacie di comunità”.

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