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28 giugno 2013

Alfonso Misasi sulle farmacie dedite al parallel trade

Il segretario nazionale di Federfarma riassume la posizione del sindacato sulle farmacie che fanno parallel trade così come esposta all'assemblea del 27 giugno.

I delegati territoriali di Federfarma che siedono nelle commissioni istruttorie siano estremamente severi nelle valutazioni per il rilascio dell’autorizzazione all’attività di distribuzione, soprattutto quando a richiederla è una farmacia. L’indicazione arriva dal segretario nazionale del sindacato, Alfonso Misasi, ed è il primo atto di quella politica della “tolleranza zero” verso le esportazioni parallele. «Il titolare che richiede l’autorizzazione a effettuare attività all’ingrosso con il solo obiettivo di mettersi a fare parallel trade» ha ricordato Misasi all’assemblea generale del sindacato «non può limitarsi a trattare soltanto le referenze che gli interessano ma deve avere tutti i farmaci, stupefacenti compresi; deve tenere contabilità separate tra deposito e farmacia e deve disporre di spazi, frigoriferi, personale e mezzi di trasporto adeguati. Gli episodi di indisponibilità non fanno bene alla professione e minano le nostre battaglie dirette a riportare in farmacia tutto il prontuario».

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